Architetti a sostegno delle RSA, uno studio per ripartire dopo il Covid – FOTO

Architetti a sostegno delle RSA, uno studio per ripartire dopo il Covid. L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha creato numerose difficoltà alle RSA del territorio, sia in chiave economica che pratica. Difficoltà che permangono anche in questa fase di ripartenza. A tal proposito un team di architetti, tra cui anche alcuni professionisti piacentini, ha effettuato una ricerca proprio per capire come supportare il settore.

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Arriva dal Lodigiano il lavoro di ricerca sviluppato dagli architetti Alfonso Ventura, Roberto Ventura, Antonio Molinelli e Roberto Pagani, dello Studio di Architettura 3ARC; studio relativo all’indagine svolta alla RSA “Mons. Trabattoni” di Maleo (LO), con il contributo del Direttore Amministrativo dott. Eugenio Aimi.

In questo frangente drammatico le RSA del territorio denunciano impellenti problemi legati sia ad aspetti economici; problemi conseguenti agli importanti costi sostenuti, alla diminuzione dei posti letto occupati ed alla crisi di liquidità conseguente. Ma anche ragioni procedurali, necessarie ad una ripartenza delle attività che necessariamente metta in campo un sistema di controllo e prevenzione dei rischi da contagio. La ricerca si segnala per il carattere metodologico con cui vengono affrontati entrambi gli aspetti segnalati.

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Gli step di intervento

La proposta operativa evidenzia precisi step di intervento che comprendono: l’analisi delle esigenze specifiche della RSA in rapporto all’emergenza COVID 19, valutate in merito alla distribuzione dei percorsi, alle aree per Nuclei COVID, agli spazi per nuovi inserimenti ed alle problematiche di tipo impiantistico; l’analisi della struttura RSA anche in riferimento alla lettura del suo sviluppo nel tempo, con l’individuazione di possibili aspetti critici; la valutazione del rapporto della RSA con il contesto urbano.

A questa prima fase di analisi seguono proposte di intervento che riguardano modifiche nella distribuzione dei percorsi, dei layout distributivi e possibili ampliamenti.

Conclude lo studio una serie di specifiche proposte di integrazione della RSA nel contesto urbano, con l’offerta di nuovi servizi aperti alle utenze esterne, e con l’individuazione di interventi volti all’interazione tra gli spazi esterni pubblici, semi-pubblici e privati. Le proposte emerse, attraverso soluzioni semplici e pragmatiche, armonizzano le grandi complessità tipiche delle RSA e seguono percorsi e criteri ispirati alla sostenibilità, non solo ambientale.

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Importante ruolo della Pubblica Amministrazione

La serie di proposte avanzate sottolinea l’importante ruolo della Pubblica Amministrazione come soggetto che agevola e realizza l’integrazione fra la RSA ed il territorio in cui essa è inserita. E’ proprio “integrazione” il termine necessario ad accordare le politiche socio-sanitarie, le risorse sanitarie/sociali/amministrative, le normative sanitarie ed urbanistiche, al fine di rispondere meglio ai bisogni specifici delle persone (anziani, disabili) e delle loro famiglie.

La ricerca proposta offre l’opportunità di raggiungere un welfare che sia in grado di superare il sistema prestazionale odierno; un sistema basato esclusivamente sull’erogazione di servizi, ma che trascura il coinvolgimento della persona in condizioni di fragilità.

La ricerca dello Studio di Architettura 3ARC definisce una strategia, sia programmatica che temporale, che consente di scomporre e risolvere le problematiche emerse; sia quelle con carattere di urgenza che quelle relative alle opportunità di sviluppo, avendo sempre ben delineato il quadro d’insieme e l’orizzonte verso cui muoversi nel futuro.
Una strategia flessibile, in grado di adattarsi alle varie configurazioni delle strutture delle RSA, e quindi replicabile su tutte le Strutture Sanitarie Assistite esistenti.

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