Se bastasse l’amore, Arianna Gnutti presenta il suo libro sul tema dell’anoressia: “Mia figlia tre volte vicina alla morte, si è salvata grazie a chi ci è stato vicino” – AUDIO

Se bastasse l’amore, Arianna Gnutti presenta il suo libro sul tema dell'anoressia: "Mia figlia tre volte vicina alla morte, si è salvata grazie a chi ci è stato vicino" AUDIO

Se bastasse l’amore, Arianna Gnutti presenta il suo libro sul tema dell’anoressia a Radio Sound: “Mia figlia tre volte vicina alla morte, si è salvata grazie a chi ci è stato vicino”.

Un libro che nasce da un’esperienza personale dolorosa e profondamente toccante, quella di una madre che ha visto la propria figlia, allora appena dodicenne, sprofondare nell’inferno dell’anoressia. L’autrice ripercorre questa difficile battaglia passo dopo passo, raccontando la sofferenza, la paura e il lungo cammino affrontato al fianco della figlia. Un viaggio durato un anno, segnato da quattro ricoveri in tre ospedali diversi, durante il quale non ha mai smesso di starle accanto. Tra le pagine, il racconto di un’esperienza che ha messo a dura prova entrambe, ma che oggi diventa testimonianza, memoria e occasione per dare voce a una realtà tanto dolorosa quanto importante.

Nella storia c’è anche il tema della speranza

Quando è entrata in ospedale mia figlia pesava ventinove chili e l’ho vista quasi morire davanti a me tre volte. Se lei si è salvata, e io mi sono salvata, è stato anche e soprattutto grazie agli altri. Quindi c’è la speranza, ma anche una grande denuncia, perché se ho scritto il libro, che non avrei mai voluto arrivare a scrivere, è stato proprio per una sorta di missione per molti motivi. In particolare per tutte quelle mamme che ho conosciuto e che hanno combattuto come me e anche più di me, ma senza i mezzi. E’ su questo punto insisto! Perché è come se il sistema sanitario non si fosse reso conto di quanto sia scesa l’età dell’insorgenza dell’anoressia che adesso inizia anche a otto anni.

Nell’anoressia, i genitori si ritrovano spesso intrappolati in un labirinto di paura, dolore e impotenza, alla ricerca di una via d’uscita per aiutare i propri figli. “La cosa più assurda per esempio è che ti trovi ad avere di fronte a te una figlia o un figlio, perché ora l’anoressia interessa anche i ragazzi, come se non fosse più la tua bimba. Sei proprio in un labirinto ma anche con la luce spenta perché non sai come reagire. Avevo studiato tanto in questo ambito, eppure mi sono ritrovata assolutamente senza strumenti perché ti sembra impossibile. C’è una parte di te nega che questo stia avvenendo purtroppo“.

Parlare di questi disturbi significa infatti anche contribuire a rompere il silenzio, combattere stigma e pregiudizi e favorire il riconoscimento precoce di quei segnali di disagio che non sempre sono immediatamente visibili.

Il tema dello stigma è molto presente nel mio libro. Sono passati ormai tre anni da quando è uscito e ho ricevuto nel tempo moltissimi messaggi, soprattutto su Instagram, di mamme che mi hanno scritto e devo dire che una percentuale era magari di persone che vogliono parlare con me e mi spiegano come sta la loro figlia. In questi casi rispondo sempre che l’unica cosa da consigliare è di rivolgersi subito a degli specialisti. Eppure anche davanti a una figlia che sta andando verso il baratro, spesso avviene che, per un pregiudizio, di non voler andare da uno psichiatra. E’ un peccato perché è come se la società non fosse stata preparata.

Il libro è stato presentato a Piacenza alla Fondazione di Piacenza e Vifevano.

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Ascolta Radio Sound

Radio Sound Logo
Seleziona il canale...
 
Cover