A Piacenza riapre il primo asilo d’Italia. Lega: “Educatrici ancora senza cassa integrazione”

Nonni a scuola per insegnare il dialetto

“Dopo i sindaci, anche i privati dimostrano di fare meglio dello Stato, arrivando ai veri problemi delle famiglie e dei lavoratori, e dando risposte concrete: la riapertura del primo asilo nido d’Italia, a Piacenza, è la dimostrazione che col buonsenso si può fare tutto. Peccato, però che, come denuncia il direttore generale di Unicoop, le educatrici, fra cui quelle che a Piacenza si sono sottoposte ai test sierologici, hanno predisposto il progetto di apertura e degli spazi del nido, non siano più coperte dalla cassa integrazione causale Covid, mentre della “cassa ordinaria” non si sa ancora nulla di certo”. 

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Così il capogruppo regionale della Lega E-R, Matteo Rancan, sulla riapertura dell’asilo nido gestito da Unicoop Piacenza. “I più sinceri complimenti a chi ha voluto e permesso che la struttura riaprisse, un grazie alle educatrici che, nonostante da domani non avranno più la cassa integrazione Covid, renderanno possibile la ripresa delle attività educative e una sonora bocciatura del governo centrale, che di scuole ed asili non si è occupato come avrebbe invece dovuto, e ha optato per la chiusura sino a settembre, demandando ai primi cittadini la facoltà di dare risposte alle famiglie. I cittadini non hanno bisogno di show e passerelle, bensì della cassa integrazione per milioni di lavoratori, soldi veri per imprenditori e famiglie, scuole aperte e sicure. Nel caso del nido riaperto a Piacenza, lo Stato ha dimostrato ancora una volta di non essere in grado di tutelare i lavoratori e, nello specifico, le educatrici che tanto si stanno dando da fare per erogare un servizio così importante per le famiglie” conclude Rancan.

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