Cattolica e ricerca oncologica, la studentessa Federica Gattazzo tra i sette italiani insigniti del prestigioso Merit Awards

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Federica Gattazzo ha 27 anni ed è tra i 7 italiani che si sono aggiudicati il prestigiosissimo Merit Awards, il riconoscimento per giovani ricercatori assegnato dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO) durante il suo congresso annuale, l’evento più importante al mondo nell’ambito dell’oncologia medica, per le ricerche che si distinguono per il loro contributo innovativo nel campo della ricerca oncologica.

Il lavoro di Gattazzo è stato scelto tra i cinquemila studi presentati: 138 i vincitori, 7 italiani, appunto. Tra questi uno è della giovane ricercatrice iscritta alla scuola di dottorato Agrisystem dell’Università Cattolica e sostenuto da MEDnoTE.

«Lo studio di Gattazzo testimonia la stretta collaborazione tra la ricerca di una facoltà che si occupa di Scienze agro-alimentari, e che quindi non sembrerebbe in prima battuta collegata al mondo clinico, ma che, in realtà, con il mondo clinico si è incrociata in maniera molto efficace e produttiva» a precisarlo è il professor Lorenzo Morelli, microbiologo di fama internazionale, che della Cattolica è docente e che è tutor accademico di Gattazzo.

«Intrecciando competenze oncologiche e microbiologiche all’interno del dottorato di ricerca per il sistema agroalimentare dell’Università Cattolica -Agrisystem-, sono emerse indicazioni per il possibile sviluppo di uno strumento diagnostico molto efficace, poco invasivo e predittivo della futura insorgenza di un tumore, o del decorso della malattia. Un risultato preliminare, certo, ma straordinario».

Multidisciplinare e interdisciplinare: è così che la ricerca diventa competitiva in Agrisystem; concetti che pervadono tutta l’attività formativa proposta dalla facoltà di Scienze agrarie. Alimentari e ambientali: «Nella facoltà stiamo concretizzando da anni il concetto di trans-disciplinarietà: grazie a specifiche esperienze di ricerche tra persone che vengono da mondi accademici anche distanti, aumenta la capacità di parlarsi e di comprendersi, e quindi di lavorare meglio insieme. Ne è un esempio il progetto Aura, che porterà allo sviluppo di alimenti per anziani. Qui stiamo lavorando con il gruppo degli psicologi, con risultati eccellenti. Cosa c’è di più trans disciplinare?».

Un altro punto di forza della formazione targata Cattolica lo evidenzia la stessa Gattazzo, che dopo la laurea magistrale conclusa con una tesi in oncologia sperimentale, desiderava proseguire nella direzione della ricerca oncologica: «Ho trovato in Agrisystem e nella forte spinta all’innovazione di cui si fa portatore, la risposta che cercavo. Il merito di questo dottorato è stato l’aver investito in un progetto innovativo, che implica un lavoro di equipe estremamente multidisciplinare che combina mondo oncologico e microbiologico, e considera le possibili implicazioni a livello nutraceutico e di supporto alimentare che questo progetto potrebbe avere. Un approccio molto utile anche considerando i risvolti concreti che potrebbe avere la ricerca».

Lo studio del microbiota, dei milioni di batteri che popolano il nostro intestino, è estremamente affascinante: quanti e quali popolazioni di batteri abitano in ogni paziente e come si modificano con la somministrazione delle terapie, per esempio, possono essere dei segnali importanti per capire come l’organismo risponderà a una certa cura.

Ma torniamo ai risvolti concreti della ricerca premiata da ASCO: quali sono? «L’analisi del microbiota può fornire nuovi biomarker clinici facilmente accessibili correlati all’outcome del trattamento terapeutico. Oltre al valore predittivo, la conoscenza di meccanismi cellulari associati a specifici batteri potrebbe permettere lo sviluppo di terapie personalizzate che hanno il microbiota intestinale come target. Studi clinici che includono interventi dietetici o un monitoraggio della dieta del paziente potrebbero rivelare risvolti a livello alimentare che potrebbero sfociare nello sviluppo di nutraceutici e food supplements di supporto del paziente oncologico. Sebbene la ricerca sia solo all’inizio le implicazioni che essa potrebbe avere sono molteplici».

Sotto la guida del professor Daniele Generali, Oncologo e tutor aziendale di Gattazzo, la giovane ricercatrice ha avuto la possibilità di volare a Parigi presso il Gustave Roussy Cancer Campus nel laboratorio di Laurence Zitvogel e di Lisa Derosa, oncologa italiana, più volte premiata con il Merit Award, pioniera nello studio dell’influenza del microbiota sull’immunoterapia oncologica.

Nel laboratorio di Parigi Gattazzo ha avuto modo di mettere a punto il progetto presentato ad ASCO. In particolare, il lavoro di ricerca aveva come obiettivo quello «di capire se fosse possibile trovare nel sangue un segno affidabile dell’attivazione dei linfociti T, cioè di una memoria immunologica sviluppata contro alcuni di questi batteri con il fine ultimo di individuare una potenziale correlazione con la risposta all’immunoterapia».

«La ricerca portata avanti dalla dottoressa Gattazzo rappresenta un passo fondamentale del one health program che l’Università Cattolica sta portando avanti con determinazione, con particolare focus sul tema della promozione della salute» puntualizza il professor Daniele Generali «Il microbioma è un core di ricerca, uno delle nuove frontiere dell’oncologia, espressione di multidisciplinarietà in cui convergono salute, terapia, alimentazione, ambiente. Oggi la facoltà di Scienze agrarie della Cattolica si sta ponendo come leader in questo settore».

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