Politica

Referendum giustizia, nasce il Comitato di cattolici per un giusto Sì. Polledri: “Riportare al centro l’equilibrio tra i poteri dello Stato”

Nasce da un’area del cattolicesimo italiano una presa di parola pubblica sul referendum costituzionale sulla giustizia. Un progetto “che non si colloca né come adesione governativa né come contrapposizione ideologica“.

La nota del Comitato di cattolici per un giusto Sì

Il Comitato di cattolici per un giusto Sì si è costituito a partire da una preoccupazione culturale e istituzionale: la percezione che, negli ultimi decenni, una parte della magistratura abbia progressivamente assunto un ruolo supplente rispetto al Parlamento, incidendo non solo sull’equilibrio tra i poteri dello Stato, ma anche su nodi antropologici fondamentali.

Secondo i promotori, attraverso sentenze e interpretazioni estensive, si è affermato un mutamento dell’antropologia giuridica e sociale – in particolare sui temi della vita, della generazione, dell’identità e del fine vita – senza un mandato democratico esplicito. È da questa consapevolezza, maturata in ambito cattolico ma proposta come questione civile generale, che prende forma il Comitato, con l’obiettivo di contribuire a un confronto pubblico informato e non polarizzato.

Dichiarazione di Massimo Polledri

«Il nostro impegno nasce da una responsabilità civica, non da un allineamento politico. Questo Comitato è indipendente dal governo e da qualsiasi schieramento: non è un comitato di sostegno, ma di riflessione e di iniziativa civile. Oggi riteniamo necessario riportare al centro il principio dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, perché quando la giurisdizione si sostituisce stabilmente alla rappresentanza democratica si produce una frattura profonda nella vita della società.

Come ex parlamentare e come membro del comitato esecutivo del Comitato di cattolici per un giusto Sì, ritengo fondamentale avviare anche comitati a livello locale, capaci di promuovere informazione, confronto e dialogo sui territori. Chi desidera contribuire a questo lavoro può mettersi in contatto con me per coordinare e far crescere questa rete civica, nel pieno rispetto del pluralismo e delle coscienze».

Dichiarazione di Domenico Menorello

«Non siamo di fronte a uno scontro tra tifoserie, né a un referendum che riguarda solo dettagli tecnici. Il punto centrale è un altro: da anni in Italia si è affermata una concezione della giustizia che pretende di orientare la società secondo obiettivi ideologici, intervenendo su questioni antropologiche decisive senza una chiara legittimazione popolare.

Come cattolici avvertiamo il dovere di segnalare questo vulnus democratico. Quando una parte della magistratura si colloca oltre la legge e oltre il Parlamento, si indebolisce la libertà della società civile e si altera l’equilibrio costituzionale. Il nostro impegno nasce per sanare questa anomalia, non per creare nuove contrapposizioni».

Il Comitato

Il Comitato di cattolici per un giusto Sì riunisce esponenti dell’associazionismo, del mondo giuridico, accademico e imprenditoriale cattolico. Tra i promotori e aderenti figurano, tra gli altri: Paola Binetti (presidente onoraria), Stefania Brancaccio (presidente), Domenico Menorello (vicepresidente vicario), Maurizio Sacconi, Antonio Baldassarre, Vincenzo Bassi e Massimo Polledri, ex parlamentare e membro del comitato esecutivo, insieme a docenti universitari, giuristi, intellettuali e rappresentanti del mondo sociale e professionale cattolico.

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