Dalla liquidità alle imprese alle proroghe sui mutui, le proposte di Confesercenti per far fronte al dpcm

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Confesercenti ha presentato all’assessore regionale Corsini una serie di proposte per la tutela e salvaguarda della categoria dei pubblici esercizi. “Categoria pesantemente penalizzata dalla emanazione del DPCM 24 ottobre 2020. Naturalmente siamo concordi che vada prima di tutto tutelata la salute delle persone. Nello stesso tempo, però, evidenziamo il fatto che l’attuazione di condivisi e vincolanti protocolli abbia permesso al nostro territorio regionale di poter affrontare questa emergenza, dopo il lockdown, in modo serio, responsabile e con il mantenimento della situazione in ambiti accettabili”.

Il comunicato

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Nel corso di un incontro on-line con l’assessore regionale al Turismo e al Commercio Andrea Corsini, la Fiepet-Confesercenti E.R. (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici), alla luce delle nuove disposizioni previste dall’ultimo Dpcm, ha avanzato alcune proposte per evitare che la già drammatica situazione del settore dei pubblici esercizi finisca in una definitiva chiusura delle saracinesche, chiedendo alla Regione di farsi portavoce di queste istanze presso il Governo.

Le proposte

Queste, in sintesi, le proposte: garantire in primo luogo liquidità alle imprese attraverso il ristorno per mancato incasso rapportato a tutto il 2020 e a tutto il periodo di “emergenza sanitaria”, vigilando anche sull’utilizzo dei 4 miliardi annunciati dal Presidente Conte per le imprese, da destinare direttamente ai settori più colpiti come quello della ristorazione e pubblici esercizi. Proroga ulteriore della moratoria sui mutui; individuare forme di accesso al credito agevolate specifiche alle esigenze del settore; estensione a tutti i mesi dell’anno (e a tutto il periodo di emergenza sanitaria) il credito d’imposta per gli affitti e provvedere al blocco degli sfratti.

Richiesta di sospensione delle rate IMU, intervenire per una riduzione dei costi delle utenze (costi fissi) rimodulandoli ai soli periodi di apertura dell’attività e al calo del fatturato registrato e abbattimento delle tasse locali in particolare della tassa dei rifiuti, rapportandola ai soli periodi di apertura dell’attività e al calo del fatturato registrato.

Si chiede inoltre la proroga dell’esonero del pagamento della tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, intervenire su flessibilità e diminuzione del costo del lavoro (semplificazione del lavoro a chiamata, riduzione del costo contratto a tempo determinato…). A questo proposito si rende indispensabile, secondo Fiepet Confesercenti, la proroga tutti gli armonizzatori sociali in deroga fino a quando sarà necessario e il rafforzamento delle misure messe a disposizione già nel 2020 incrementandole per il 2021.

Il ruolo della Regione

L’Assessore Corsini, nel ricordare le proposte avanzate dalle Regioni sulla bozza dell’ultimo DPCM che erano volte ad attutire le restrizioni sul settore dei pubblici esercizi e della ristorazione, ha ribadito l’impegno della Regione Emilia-Romagna per far sì che alle imprese dei settori penalizzati dai provvedimenti arrivino al più presto efficaci misure di sostegno.
L’incontro si è chiuso con l’impegno reciproco a ulteriori aggiornamenti per monitorare l’evoluzione della situazione.

“Siamo i primi a comprendere che la priorità è innanzitutto quella di salvaguardare la salute dei cittadini – afferma Fabrizio Samuelli vice Direttore Confesercenti Piacenza e coordinatore locale del sindacato dei pubblici esercizi – ed è per questo motivo che i pubblici esercizi hanno investito tempo e soldi in tutti quegli strumenti di sicurezza previsti dal Protocollo regionale.

Proprio in virtù di questi investimenti che hanno reso le attività sicure per i clienti e per chi vi lavora, non comprendiamo l’accanimento verso questo settore già molto provato. Se va avanti così molte aziende moriranno di fame non di Covid, mentre hanno necessità di speranza e fiducia nel futuro per andare avanti. Per questo chiediamo alla Regione, che ringraziamo per aver condiviso dall’inizio della pandemia le proprie scelte con le associazioni di categoria, di farsi portavoce con il Governo delle nostre proposte, che se non valutate porteranno ad un collasso economico da cui sarà difficile rialzarsi.”

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