Contagi in aumento, cinque ricoveri con polmonite. Test sierologici: il 9,3% dei piacentini ha contratto il virus – AUDIO

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Contagi in aumento, cinque ricoveri con polmonite. Test sierologici: il 9,3% dei piacentini ha contratto il virus. È aumentata la percentuale dei positivi sui tamponi effettuati (2,1%), ed è aumentato il numero di persone in isolamento 1064 (la settimana scorsa erano 744).

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“I contagi crescono. Quest’ultima settimana abbiamo registrato 98 positivi rispetto alla settimana precedente dove erano poco meno di 70” ha dichiarato il direttore generaleAusl, Luca Baldino. “La situazione in ospedale e terapia intensiva è ancora di assoluta tranquillità, ma non dormiamo sonni tranquilli. Abbiamo pochissimi ricoverati ma bisogna prestare la massima attenzione perché è una situazione dinamica che sta prendendo una direzione che non è quella desiderata”.

Baldino torna a parlare anche del provvedimento preso dal sindaco Barbieri, che impone l’uso di mascherine anche all’aria aperta su tutto il territorio del comune di Piacenza. “Ha fatto benissimo il nostro sindaco a prendere il provvedimento delle mascherine sul territorio comunale, provvedimento che abbiamo anche consigliato come azienda perché più del 50% dei casi registrati nell’ultima settimana in tutta la provincia provengono dalla città di Piacenza. Bisogna prestare la massima attenzione. I dati ci hanno mostrato come nella provincia di Piacenza la percentuale di contagi nei mesi passati di chi ha avuto un contatto stretto è del 35%, quindi senza le dovute attenzioni c’è la possibilità di 1 su 3 con il contatto stretto di essere contagiati“.

Tamponi e nuove diagnosi

A fronte di un numero di tamponi nella media (5000 a settimana) vi è stato un incremento significativo di positivi sul territorio. “Incremento esponenziale o lineare? I dati delle prossime due settimane saranno necessari per capirlo” ha continuato Baldino. “Sottolineo ancora una volta l’importanza degli accorgimenti che alla fine costano poco: mascherina sempre e lavare spesso le mani. Ricordo che negli ultimi giorni abbiamo ricoverato 23 pazienti, 5 dei quali con polmoniti. Di questi, 4 non erano casi noti: non si sono segnalati, o non lo hanno ritenuto opportuno. Segnalatevi al vostro medico, è essenziale per intervenire con il tampone e con le cure precoci che permettono di contenere l’impatto della malattia, e di arrivare alle conseguenze peggiori quindi terapia intensiva o la morte.

Baldino approfondisce anche il discorso delle scuole: “I dati, aggiornati a questa domenica, rivelano 29 casi di positività, di cui 28 studenti. Sono coinvolti 18 istituti per un totale di 23 classi. Le persone in quarantena per casi negli istituti scolastici sono 251 (249 studenti e 2 docenti). Per questi casi, molto probabilmente la trasmissione in 5 classi è avvenuta in aula. Il resto fuori scuola. Le scuole rimangono sicuramente un posto sicuro per gli studenti”.

Ripartenza del contagio più rapida del previsto

È intervenuto anche il direttore sanitario Ausl, Guido Pedrazzini: “L’auspicio era che la ripartenza fosse più tardiva e coincidesse magari con il freddo e la convivenza al chiuso. In realtà stiamo vedendo una ripartenza già dalla metà di agosto e che sta accelerando, per cui c’è preoccupazione ma non è una sorpresa. C’è una sorpresa invece rispetto ai tempi, ma ci siamo portati avanti e stiamo già lavorando in maniera molto tempestiva e veloce.

Lo screening sierologico sulla popolazione piacentina ha coinvolto due gruppi di popolazione vedendo l’adesione di 21.641 cittadini. I gruppi erano suddivisi tra persone che avevano avuto contatti con l’Ausl per problematiche correlate al coronavirus e un secondo gruppo randomizzato (circa 8.000 persone).

L’indagine sierologica ha rivelato che a fine luglio, il 9,3% dei piacentini (presi dal secondo gruppo) aveva il virus. “È un dato molto importante, dobbiamo prenderne atto per il nostro sistema sanitario in futuro perché in base all’andamento dei positivi, attraverso l’individuazione dei contatti, una valutazione di quello che succede e basandoci anche sui dati storici riusciamo a capire quello che sarà l’impatto sul sistema sanitario sia livello territoriale sia a livello ospedaliero.

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