Coronavirus e case di cura private piacentine, la Procura apre un’indagine

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Coronavirus, la Procura apre un’inchiesta per fare luce sulla vicenda riguardante le Case di cura private Piacenza e Sant’Antonino. Tutto era partito da alcune testimonianze di operatori sanitari impiegati nelle due strutture, entrambe proprietà del direttore danitario Mario Sanna, accreditate col servizio sanitario nazionale.

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Testimonianze affidate alla giornalista Selvaggia Lucarelli la quale ne aveva trattato in un articolo su Il Fatto Quotidiano. Del tema aveva parlato anche la trasmissione Report, su Rai3. I dubbi sono legati alla gestione di presunti contagi da coronavirus e decessi ritenuti sospetti.

Il Fatto Quotidiano ipotizzava addirittura che il paziente 1 non fosse il 38enne di Codogno, bensì un uomo ricoverato proprio all’interno di una delle due strutture private. Ipotesi smentita dall’Ausl di Piacenza.

La Procura ha aperto dunque un fascicolo, per ora senza indagati né ipotesi di reato: un’inchiesta per fare chiarezza dopo il clamore mediatico e le testimonianze di alcuni medici e infermieri. L’obiettivo è capire cosa sia realmente accaduto nelle due strutture sanitarie e quanto ci sia di vero in queste pesanti accuse.

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La dirigenza, in più occasioni, ha presentato la propria versione dei fatti escludendo qualsiasi irregolarità.

L’intervento della politica

Sulla questione erano intervenuti anche i consiglieri regionali Matteo Rancan e Giancarlo Tagliaferri, rispettivamente Lega e Fratelli d’Italia, i quali chiedevano appunto di fare luce sulla questione.

“La stampa nazionale riporta il caso di un medico ricoverato a Tenerife per coronavirus che lavorava presso la Casa di Cura Piacenza. L’articolo sottolinea la preoccupazione di chi è stato a contatto con lui in seguito al totale disinteresse dei titolari della clinica”. Così scriveva Tagliaferri.

“Alla luce del fatto che proprio in questi ultimi giorni è deceduta una delle donne delle pulizie della Casa di Cura Piacenza, interrogo la giunta regionale per sapere se sia a conoscenza della situazione all’interno della Casa di Cura Piacenza e se abbia intenzione di fare chiarezza su quanto accaduto ed esprimersi ufficialmente in merito”. Questo invece scriveva Rancan.

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Anche Elena Murelli, Lega, aveva affrontato la questione: “A gennaio un paziente sarebbe stato trasferito in biocontenimento da una clinica della città. Indagare anche sull’operato dei vertici della sanità regionale”. Chiedeva la deputata.

RANCAN SULL’INCHIESTA: “SE QUALCUNO HA SBAGLIATO E’ GIUSTO CHE PAGHI”

“La procura ha aperto un fascicolo per accertare la causa delle morti, e della diffusione del coronavirus, avvenute nelle case di cura “Piacenza” e “Sant’Antonino”, entrambe accreditate con il Servizio sanitario nazionale. Riponiamo la nostra fiducia nella magistratura e nella Polizia. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. Ora la Giustizia faccia il suo corso”. Così il capogruppo della Lega in Regione E-R, Matteo Rancan, che ricorda anche che “sulla vicenda, la Lega ha già depositato un’interrogazione in Regione” conclude il piacentino.

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