“Mentre sulla concessione del Brugneto si inseguono dati e notizie varie, come al solito dettate dallo stato critico estivo del Trebbia, sarebbe utile una seria riflessione sul metodo adottato per “sbloccare” l’annosa vicenda”. Inizia così la nota di Giuseppe Castelnuovo (Consigliere del Consorzio di Bonifica – lista Giustizia e Trasparenza) e Laura Chiappa (Presidente Legambiente Piacenza).
Nel dicembre 2023 venne solennemente sottoscritta un’Intesa fra tutti i Sindaci della val Trebbia, le associazioni di categoria e anche Legambiente. Obiettivo affidare al Consorzio di Bonifica il coordinamento del “tavolo del Brugneto”, impegnandosi A) a condividere dati, informazioni relative alle tematiche della concessione. B) a redigere un “documento propositivo” da presentare alla Regione Emilia Romagna, al fine di sintetizzare una posizione unitaria del territorio piacentino.
Tale intesa rispondeva all’esigenza non solo di seguire un corretto metodo partecipativo (a seguito di un contratto di fiume per il Trebbia, arrivato alla fase finale nel 2019 e incomprensibilmente mai concluso). Ma anche per affidare maggiore forza e solidità alle motivazioni delle richieste della comunità piacentina.
Il “documento propositivo” previsto avrebbe dovuto rappresentare l’esito di un lavoro di approfondimento e di condivisione di questioni di non piccolo conto quali la natura della concessione (rinnovo o nuova concessione?) e della valutazione dei fabbisogni idrici del versante ligure e della valutazione delle esternalità negative prodotte alla val Trebbia dalla sottrazione delle acque derivate.
Da quel momento, se si escludono due generici e improduttivi incontri con un Dirigente della Regione Emilia Romagna e un’interessante audizione dell’Avv. Fantigrossi presso la Commissione Brugneto, il Consorzio ha dimostrato una sostanziale inerzia e una posizione attendista verso l’operato della Regione.
Per arrivare alla dichiarazione di pochi giorni fa in cui il Presidente De Pascale svela un ipotetico accordo con la Regione Liguria. Accordo relativo al rilascio di 4 ml di mc “certi” + altri 4 ml di mc “in caso di emergenza”. Ma le clausole – nel dettaglio – nessuno piacentino le conosce.
Accordo immediatamente contraddetto dalle dichiarazioni del Comune di Genova e invece appoggiato in coro dai Sindaci della Val Trebbia. Il tutto sulla base di dati – tutti da verificare – che al Consiglio di Amministrazione del Consorzio – promotore dell’Intesa – non sono mai pervenuti.
Concludendo. Il metodo adottato di decisione e di comunicazione dell’”accordo” non ha assolutamente rispettato gli impegni dell’intesa siglata nel 2023. Quindi occorre fare alcune necessarie puntualizzazioni:
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