In consiglio comunale si parla delle ex Scuderie di Piazza Cittadella, oggetto di un progetto di riqualificazione in ottica commerciale e turistica.
L’edificio delle ex Scuderie, tutelato come bene storico e architettonico, era originariamente parte della caserma Nino Bixio, proprietà dell’Agenzia del Demanio, che lo ha ceduto al Comune di Piacenza nel dicembre 2023, a seguito del Programma di valorizzazione per il trasferimento, agli enti territoriali, di immobili appartenenti al patrimonio culturale dello Stato, come previsto dal Decreto legislativo 85 del 2010.
All’interno, troverà sede uno spazio urbano fruibile dai cittadini, con particolare attenzione anche all’attrattività turistica, dove possano essere ospitate attività di promozione della cultura e delle eccellenze e locali, in cui il forte richiamo alle tipicità e ai prodotti DOP del territorio rappresentino un elemento caratterizzante di sostenibilità.
“Le ex Scuderie costituiscono un bene culturale e per questo motivo si è ritenuto necessario adottare un regolamento specifico che possa disciplinare la tutela e la valorizzazione del bene storico, l’uniformità estetica degli spazi, la coerenza degli arredi, il decoro complessivo del mercato, la modalità di utilizzo di quelli che sono gli spazi comuni e la possibilità di organizzare iniziative di carattere culturale e di promozione territoriale”, spiega Simone Fornasari, assessore al Marketing territorial.
“L’obiettivo pertanto è quello di costruire un mercato contemporaneo che non sia soltanto uno spazio commerciale ma un luogo di identità della città. Il nuovo mercato sarà composto da 4 spazi: un posteggio dedicato alla panetteria, un posteggio dedicato alla salumeria e gastronomia, un posteggio dedicato all’ortofrutta e uno spazio dedicato alla somministrazione di alimenti e bevande. Saranno inoltre presenti anche magazzini a supporto delle attività e alla luce della volontà di valorizzare questo contesto si è ritenuto opportuno anche definire dei requisiti qualitativi dei soggetti che vivranno in questo spazio e conseguentemente di non comprendere attività non coerenti con il progetto commerciale”.
“Ci tengo a precisare che la definizione delle tipologie o di attività non ammesse non nasce da una volontà di escludere o penalizzare determinate categorie che riteniamo essere preziose per il tessuto produttivo del territorio: ovviamente dobbiamo anche considerare lo spazio di tutela in cui ci troviamo e che alcune attività sarebbero contestualmente anche limitate dall’operatività proprio perché non sarebbe possibile infrastrutturale a livello igienico sanitario”.
“Io penso che ci siano molte criticità, criticità che in futuro creeranno molti problemi. Quindi ci penserei bene ad andare avanti con questo regolamento”, commenta Patrizia Barbieri, della civica di Centrodestra.
“Allora, secondo me ci sono carenze strutturali, incongruenze nel testo e anche rischi di sostenibilità economica. Per quanto riguarda il primo punto: il mercato regionale di Piazza Casali non c’è più, è definitivamente morto. Abbiamo questo mercato coperto, un mercato coperto che all’interno di questa delibera è caratterizzato da 3 posteggi di vendita, 3 banchi, fissi più un singolo stand che è destinato alla somministrazione di alimenti e bevande. Ora, questo è il mio primo dubbio, ridurre un intero mercato coperto cittadino a 3 operatori commerciali attivi nel commercio al dettaglio espone a mio avviso la struttura a un altissimo rischio di irrilevanza commerciale e anche di rapida desertificazione”.
“In quell’accordo di valorizzazione si dice che all’interno delle ex Scuderie troverà collocazione uno spazio urbano fruibile che ospiterà attività di promozione culturale e turistica anche attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio con orientamento alla sostenibilità”, commenta Luigi Rabuffi, di Alternativa per Piacenza.
“L’approvazione di quell’accordo portò e porta ancora a dire il vero diverse proteste da parte di molti cittadini, proteste inascoltate, in particolare perché un mercato di prodotti tipici all’interno delle ex Scuderie che sono tutelate lasciava e lascia molto perplessi. Ciò non toglie che molte perplessità, sicuramente quelle di Alternativa per Piacenza, riguardavano e riguardano tuttora la location e il rapporto con i costi da sostenere”.
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