Gruppo di detenuti in rivolta al carcere di Piacenza: reparto distrutto e allagato, agente colpito da una pietra. I sindacati: “Situazione insostenibile”

Ieri sera presso il carcere di Piacenza si sono vissuti momenti di fortissima tensione causata da parte di due detenuti magrebini. Il bilancio è di un agente ferito. Il giorno prima un agente era stato ferito a una mano da una lametta da parte di un detenuto marocchino, mentre questa mattina un altro agente è stato aggredito da un detenuto. Lo denunciano i sindacati di polizia penitenziaria Sappe, Sinappe, Uspp.

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I fatti sono accaduti ieri sera alle 19 circa, protagonisti alcuni detenuti di origini marocchine, in quel momento in isolamento per motivi disciplinari per una rissa avvenuta il giorno prima. Da notare che uno del gruppo, in quel frangente, aveva colpito in volto un agente intervenuto proprio per sedare la zuffa. I detenuti hanno iniziato a distruggere le celle, si sono barricati nelle stesse hanno iniziato a rompere le suppellettili nel tentativo di ricavarne armi. Poi hanno iniziato a lanciare pietre ricavate dopo aver rotto muri e porte dei bagni. Poi hanno danneggiato vetri, televisione e hanno allagato il reparto estirpando dai muri i rubinetti. “Un vero campo di battaglia”, commentano i sindacati. Secondo la ricostruzione dei fatti, all’origine della rivolta ci sarebbe la richiesta dei detenuti di trasferimento presso altri istituti. Un agente è stato colpito da una pietra. Solo dopo alcune ore di trattative i poliziotti hanno utilizzato gli estintori per entrare nelle celle “occupate” e ripristinare l’ordine.

“Ormai i detenuti pretendono di autogestirsi e la polizia penitenziaria si trova a operare con le mani legate in quanto mancano norme adeguate e strumenti adeguati a intervenire in queste situazioni”, commentano i sindacati in una nota. “Purtroppo questa politica sta compromettendo l’ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari a discapito dell’incolumità fisica e psicologica del personale. Le condizioni di estremo disagio risentite dai colleghi e la grave compromissione della sicurezza è ancora più aggravata da un silenzio continuo da parte dell’amministrazione centrale. I sindacati chiedono più mezzi per contrastare la violenza nelle carceri”.

RANCAN E ZANDONELLA (LEGA): “BASTA CON I SUPRUSI. SERVONO NORME E MEZZI A TUTELA DELLA SICUREZZA DEGLI OPERATORI PENITENZIARI”

“Occorrono norme e mezzi a tutela della sicurezza delle donne e degli uomini in divisa e del territorio: gli agenti della Polizia penitenziaria devono essere mesi in condizione di svolgere il proprio lavoro con dignità e al riparo da situazioni di pericolo”. Così il capogruppo in Consiglio regionale della Lega e commissario per la Lega Emilia Matteo Rancan e Luca Zandonella, segretario cittadino della Lega Piacenza e consigliere comunale hanno espresso la propria vicinanza e solidarietà agli agenti feriti ieri presso il carcere “Le Novate” negli scorsi giorni.

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“Ieri sera due detenuti magrebini che si trovavano nel reparto di isolamento per aver aggredito, in mattinata, un uomo della Polizia penitenziaria hanno letteralmente distrutto una cella e allagato l’intero reparto. Non paghi, utilizzando come arma qualsiasi cosa potesse essere divelta, hanno lanciato una pietra contro un altro operatore, che è stato trasportato in ospedale” hanno spiegato i leghisti, ripercorrendo i momenti di tensione della concitata giornata.

Attimi di follia si erano vissuti anche martedì 30 agosto, quando un detenuto marocchino aveva ferito alla mano un agente con una lametta.

“Si tratta di episodi di inaudita gravità che avvengono in tutti gli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna con sempre maggior frequenza che vanno arginati con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. I detenuti sembrano autogestiti e non hanno alcun rispetto delle autorità” hanno denunciato i due esponenti del Carroccio.

“I nostri agenti non possono continuare a subire questi soprusi: occorrono misure opportune per difendere la loro sicurezza e la loro dignità” hanno concluso Rancan e Zandonella.

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Murelli (Lega): “A Le Novate ancora agenti aggrediti, ora basta”

“Forte preoccupazione per la sicurezza nel carcere di Piacenza ‘Le Novate’. Ieri sera, ennesimo episodio con momenti di fortissima tensione. Protagonisti, in negativo, due detenuti magrebini. Un agente ferito, un altro è stato aggredito da un terzo detenuto. Il giorno prima, un agente ferito a una mano da una lametta da parte di un detenuto marocchino. Ora basta. La polizia penitenziaria va tutelata con norme e mezzi adeguati. Come ha sottolineato il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, serve un ‘piano Marshall’ per nuove assunzioni, nuovi decreti sicurezza per tutelare gli operatori dalle aggressioni e investire per estendere le dotazioni di difesa, come taser e body cam. Occorre inoltre maggiore attenzione all’organizzazione, dai turni ai trasferimenti, alla formazione e alle specializzazioni attraverso maggiori investimenti. Dal 25 settembre, si volta pagina. Anche nel contrasto agli sbarchi clandestini in Italia. Nel carcere di Piacenza, i detenuti immigrati sono addirittura il 63%. Un altro regalo del Ministro Lamorgese e della sua gestione fallimentare dell’immigrazione”.   

Lo dichiara la deputata piacentina della Lega, Elena Murelli.

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