Parco della Pertite, Baio: “Obiettivo su cui occorre lavorare insieme”

L'ordine dei giornalisti contro Elena Baio

Parco dell Pertite. “La realizzazione del Parco della Pertite è una sfida che ci vede impegnati in modo corale come amministrazione comunale e, mi auguro, anche come città. E’ una partita certo complicata, perché come è risaputo l’area è ancora militare, ma le prospettive sono buone. Una volta disponibile, dovremo essere pronti con un progetto che vogliamo il più possibile ambizioso e con adeguate risorse. Risorse per le quali abbiamo inteso partecipare a un bando europeo sulla riforestazione urbana che ci permetterebbe di avere i finanziamenti necessari”. Il Vice Sindaco Elena Baio ritorna sul tema del Parco della Pertite, chiarendo alcuni passaggi relativi al bando europeo. Bando a cui il Comune ha partecipato e rispondendo alle critiche giunte dagli ordini provinciali degli agronomi e dei periti.

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“Per la partecipazione al predetto bando – spiega Elena Baio – occorre un partenariato. Per la costruzione del quale il Comune ha pubblicato a gennaio un avviso pubblico. Avviso aperto a chiunque fosse interessato a partecipare, a cui ha positivamente risposto la Mobility in Chain, società con sede anche a Milano. Società che ha una notevole esperienza nel campo della progettazione europea. Ha curato infatti progetti legati alla sostenibilità ambientale e vanta tra i partner lo studio Stefano Boeri architetti, che non ha certo bisogno di presentazioni”.

“Questo passaggio – continua il Vice Sindaco – è il primo step di un percorso che dovrà prevedere, nel caso di favorevole accoglimento della nostra adesione al bando, una approfondita articolazione del progetto di riforestazione. Ma anche un allargamento del partenariato a tutti coloro che vorranno contribuire alla realizzazione, finalmente, di un grande parco urbano sull’area dell’ex Pertite. Pensiamo che per Piacenza questa sia un’occasione da non perdere e di cui deve andare fiera. Senza dividersi in polemiche fuori luogo che non fanno altro che rendere più deboli le nostre proposte”.

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