Sabato 28 marzo dalle ore 9.30 nel castello Anguissola Scotti di Agazzano è in programma la presentazione dell’associazione La luce di Aurora, nata in memoria di Aurora Tila, che il 24 ottobre del 2024 perse la vita a Piacenza dopo essere precipitata dal balcone del settimo piano della sua abitazione in via Quattro Novembre. Morte per cui il Tribunale dei Minori di Bologna ha condannato a 17 anni di reclusione il ragazzo di 16 anni che all’epoca dei fatti era il suo ex fidanzatino.
Durante la presentazione, con inizio 9,30, sono previsti diversi interventi moderati dal giornalista vice capo redattore di Rai Sport, Saverio Montingelli.
E’ stata proprio la mamma di Aurora, Morena Corbellini, a dare vita a questo progetto che si pone l’obiettivo di intervenire concretamente, con gesti pragmatici, per evitare altre morti come quella della sua Aurora.
LA NASCITA DELL’ASSOCIAZIONE NELLE PAROLE DI MORENA CORBELLINI
Partiamo da un presupposto. Ancora oggi Aurora non è considerata ufficialmente la vittima più giovane di femminicidio in Europa. Ma è così. Aveva 13 anni, era una bambina, ancora seguita dal pediatra. L’associazione nasce per chiedere un cambio nella giustizia. Un cambio che attraverso l’associazione andrò a chiedere personalmente, in giro per i Parlamenti europei se necessario. Perché penso che si debba andare a parlare fisicamente con le persone per ottenere un cambiamento.
Quello che chiede Morena è che i minorenni autori di femminicidio vengano processati come adulti.
“Ritengo che le pene debbano essere più severe: accettare un rito abbreviato in un caso di omicidio così agghiacciante, che vede vittima una bambina così piccola non è giusto”.
Morena ha contattato persino la premier Giorgia Meloni.
“Confido nella nostra legge, confido nella nostra premier, la quale ho contattato e sicuramente riuscirò in qualche modo vedere, perché sono molto caparbia e perciò solitamente riesco ad arrivare dove voglio arrivare. Non mollo, nonostante il dolore sia veramente molto pesante, atroce, un dolore che ti mangia dentro. Però non vorrei mai e poi mai rileggere una notizia di una bambina uccisa di 13 o 12 anni, mai”.
Inasprire le pene, ma si parla spesso anche di prevenzione.
“Si parla spesso e se ne fa tanta, ma gli esiti non so quanto siano efficaci. Abbiamo fortunatamente anche una polizia che fa prevenzione, va nelle scuole e opera molto bene, è molto valida. Ma purtroppo capita ancora troppo spesso che il cittadino veda ma fa finta di nulla. Dobbiamo tornare a essere più uniti, più coesi, a essere più umani. Aurora è stata sentita, è stata vista, poteva essere salvata, ha suonato un campanello, ha chiesto aiuto, il grido di aiuto si è sentito, ma nessuno ha risposto a questo aiuto. Ricordiamo che questa tortura è iniziata alle 8 ed è finita alle 9.30”.
“Sto cercando anche uno spazio per aiutare i ragazzi, per venire a parlare senza essere giudicati, per essere aiutati, per essere ascoltati. Uno spazio che non sia solo per le vittime, ma anche per i carnefici, perché se raccogliamo solo le vittime e non andiamo alla ricerca del carnefice, non andiamo alla ricerca della problematica”.
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