Sanità a Piacenza un quadro a tinte fosche, foschissime, quello che emerge da una richiesta di Fratelli d’Italia di essere messi a conoscenza dei crediti delle Ausl regionali per tickets non pagati, da accessi al pronto soccorso a visite specialistiche, così come per le sanzioni per mancata o tardiva disdetta
Una ricerca che riguarda gli ultimi 5 anni, dal 2018 al 2022, con numeri a dir poco sconcertanti per tutta le province della Regione Emilia-Romagna, nell’ordine di milioni di euro.
La situazione di Piacenza, evidenzia Tagliaferri, non è tra le più gravi, come ad esempio in Romagna, con debiti che si aggirano a circa 23 milioni di euro, ma non è da sottostimare: nel 2018 si è avuto un picco di 683.750 € di debito, per poi scendere nel 2019 a 567.700 euro. Il calo è continuato nel 2020, in piena crisi pandemica e quindi con una riduzione considerevole delle visite, con circa 500.000 € di debito. Nel 2021 i dati hanno ricominciato a salire con un debito di circa 520.328 euro per poi giungere nel 2022 a 553.997 euro.
“Sono cifre, sottolinea il consigliere di Fratelli d’Italia, che non possono passare inosservate: i ticket sanitari non pagati possono creare sfide finanziarie per i sistemi sanitari, laddove comunque è importante considerare anche il contesto socio-economico dei pazienti. E’ indubbio come la ricerca di soluzioni equilibrate debba essere fondamentale, valutando i casi e verificando quelle condizioni che possono portare cittadini in estrema povertà ad essere esenti”.
“Purtuttavia siamo coscienti di come il sistema sanitario nazionale, così come quello regionale, per garantire alti standard e cure accessibili alla stragrande maggioranza di cittadini, abbia costante bisogno di risorse: migliorare il sistema sanitario richiede del resto un approccio olistico. Alcune soluzioni possono includere gli investimenti in infrastrutture sanitarie, la promozione di pratiche preventive, l’implementazione di tecnologie sanitarie innovative e una governance efficiente per garantire l’accesso equo e la sostenibilità finanziaria”.
La Regione, chiosa Tagliaferri, quella regione che da 13 mesi non fa che inoltrare lamentele al Governo, quella regione campionessa di scaricabarile quando si parla di responsabilità, dovrebbe risposte alle domande che abbiamo posto: cosa sta facendo per non affossare definitivamente la nostra sanità pubblica?
Liste di attesa infinite e ora anche milioni di euro di debiti solo in piccolissima parte riscossi. Le domande le abbiamo poste, ora attendiamo risposte plausibili ed esaurienti.
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