Sanità in Val Trebbia. Il comitato Terme e Val Trebbia: “Ausl sempre meno chiara”

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Sanità in Val Trebbia , Ausl annuncia in questi giorni l’avvio a Bobbio dei lavori per l’apertura di una Casa di Comunità all’interno dell’attuale struttura designata come “Stabilimento Ospedaliero” e il comitato Terme e Val Trebbia interviene con una nota.

Sanità in Val Trebbia i quesiti del comitato terme e Val Trebbia

Bene sapere che ci sarà una Casa di Comunità, ma per far cosa? Come sarà organizzata la Casa di Comunità? Con quale personale, quali servizi saranno organizzati al suo interno? Neppure la delibera Ausl del 1 dicembre che stabilisce fondi ed interventi per l’avvio della Casa di Comunità a Bobbio non lo chiarisce.

In cosa consiste il passaggio di Bobbio dalla condizione di Osco a quella di “Stabilimento Ospedaliero”. Quali servizi saranno previsti oltre ai 24 posti letto attuali per lunghe degenze e cronicità, quali altre patologie, ginecologia, cardiologia, ortopedia, potranno essere seguite nella nuova struttura, promessa ormai mesi fa da sindaci, Ausl ed assessore regionale.

Come sarà organizzata l’emergenza urgenza a fronte della compresenza di un CAU e di un PPI, ambedue chiamati ad occuparsi di codici bianchi e verdi.

Sanità in Val Trebbia Ausl non chiarisce

La nota informativa di Ausl – si chiede il comitato – non permette ancora di capire cosa effettivamente sarà realizzato a Bobbio e come sarà possibile la compresenza dei servizi offerti dalla “Casa di Comunità” e quelli offerti dallo Stabilimento Ospedaliero, tra il previsto CAU e l’attuale PPI.

Le supposizioni del Comitato terme e Val Trebbia

In tempi di tagli, è difficile che siano mantenute strutture che erogano gli stessi servizi. Se non è il caso di Bobbio, basta aver risposte chiarificatrici. Per questo ritornano le stesse domande che l’assoc. “Comitato terme e val Trebbia” ha posto mesi fa ed alle quali neppure questa volta Ausl da’ risposte .

Un percorso partecipato con gli utenti ma informati

Sono informazioni necessarie perché si possa verificare – continua la nota- in un percorso partecipato con gli utenti, quale organizzazione sanitaria, quali prestazioni, quale personale ci dobbiamo aspettare in Val trebbia nei prossimi anni.

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