Il picchetto dei Si Cobas si infiamma, scontri con le forze dell’ordine davanti alla Tnt – FOTO e VIDEO

Il picchetto dei Si Cobas si infiamma, scontri con le forze dell’ordine davanti alla Tnt.

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Scontri tra polizia e manifestanti nella notte davanti al magazzino Tnt FedEx, in strada Dei Dossarelli. Un nutrito gruppo di lavoratori iscritti al sindacato Si Cobas stava manifestando davanti ai cancelli impedendo ai tir di accedere all’azienda.

Una situazione che proseguiva ormai da qualche giorno. Ieri sera le rappresentanze delle forze dell’ordine hanno chiesto ai manifestanti di sciogliere il picchetto, almeno di permettere il transito ai mezzi pesanti. I manifestanti si sono rifiutati e le forze dell’ordine hanno provato a disperdere i presenti con un primo lancio di lacrimogeni.

Ne è scaturito uno scontro tra lancio di sassi e una carica che ha contribuito a disperdere i lavoratori. Si registrano due feriti lievi, un poliziotto e uno scioperante.

La nota dei Si Cobas

Gli operai presidiavano pacificamente i cancelli della multinazionale per protestare contro l’annunciata volontà di eliminare 650 lavoratori. Per la città di Piacenza, già duramente colpita dalla recessione dovuta al Covid-19, un colpo non sostenibile.

Sebbene gli oltre 300 operai presenti fossero del tutto pacifici, intorno alle 2230 la, polizia ha attaccato il presidio con lancio di lacrimogeni e con violente cariche dei lavoratori rimasti storditi a terra.

Questa logica di gestione delle emergenze sociali quali problemi di ordine pubblico è del tutto inaccettabile per un paese civile.

Prefettura e questura dovrebbero preoccuparsi di non permettere alle multinazionali americane di umiliare e sbattere in mezzo alla strada i cittadini della loro città, piuttosto che di operare come loro guardie private.

Gli operai sono tornati davanti ai cancelli senza paura, e continueranno la loro lotta sino ad ottenere le opportune garanzie.

Lega: “Solidarietà alle forze dell’ordine”

“Solidarietà alle Forze dell’ordine e ferma condanna per ogni manifestazione di violenza. Rivendicare diritti per i lavoratori è cosa giusta, utilizzare la forza e la violenza è invece cosa deprecabile e sbagliata. Le manifestazioni di protesta possono essere legittime e comprensibili, mentre rivendicare diritti usando la forza compromette la validità della protesta medesima”. Così i consiglieri regionali piacentini della Lega, Matteo Rancan e Valentina Stragliati, sugli scontri alla Tnt.

RICONQUISTIAMO TUTTO!

L’area congressuale di minoranza della Cgil “RICONQUISTIAMO TUTTO!” esprime la propria solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori della multinazionale FedEx-TNT che nei giorni scorsi ha annunciato la volontà di licenziare 6300 dipendenti, di cui 650 in Italia.

Tale decisione non può che generare tensioni e gravi ritorsioni sia nei confronti dei rapporti di lavoro che della socialità stessa nei paesi interessati, oltre che nelle famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori licenziati. La brutalità del licenziamento in mancanza di crisi aziendali o di giusta causa, scatena la reazione disperata di chi, anello debole della società del capitale, non vede altra soluzione che la protesta, spesso esercitata a mani nude, per dare sfogo alla sete di giustizia.

Chi lo fa, lo fa pur sapendo che tali azioni andranno a giustificare la sua condanna materiale e morale , ma sa anche che la protesta immobile e civile, resterebbe, in questo frangente, invisibile ed inutile alla coscienza collettiva degli altri lavoratori e dell’intero paese. Per l’area di “RICONQUISTIAMO TUTTO!” – minoranza congressuale in Cgil Piacenza
Il portavoce provinciale Maurizio Cabrini.

Rifondazione Comunista

Il Circolo di Piacenza di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà ai lavoratori della FedEx-TNT in sciopero in questi giorni e critica aspramente l’atteggiamento delle forze dell’ordine. I lavoratori stanno lottando duramente per evitare che avvengano i grossi tagli di personale annunciati dall’azienda, mentre la direzione dello stabilimento ha alzato un duro muro per respingere qualunque obiezione presentata dai dipendenti. Anzi, sono stati fatti intervenire i reparti mobili della Celere nella serata di lunedì, che hanno operato con la solita violenza quando si tratta di sgomberare studenti o lavoratori ridotti all’esasperazione. Sono stati lanciati anche diversi lacrimogeni al CS che, come è noto, sono stati banditi dalla Convenzione di Ginevra, ma utilizzati sistematicamente dalla polizia italiana. Riteniamo indegno il trattamento riservato ai lavoratori in sciopero sia dall’azienda, sia dalla polizia.

Speriamo si riesca a raggiungere un accordo nelle prossime ore che garantisca la piena occupazione dei lavoratori e il mantenimento di condizioni di lavoro ottimali!

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