Minacce attraverso i social nonostante i domiciliari, in carcere albanese

Sfreccia a oltre 100 km all'ora

Nella mattinata del 25 settembre la polizia ha raggiunto presso l’abitazione in cui si trovava sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, il cittadino albanese, cl. 85, resosi protagonista nel marzo di quest’anno di un tentato omicidio ai danni di una prostituta che successivamente lo aveva denunciato anche per sfruttamento della prostituzione.

All’esito delle indagini il cittadino albanese era stato arrestato e condotto alle Novate, in data 19 marzo, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare; successivamente era stato ammesso agli arresti domiciliari ma, a seguito di denuncia presentata presso questi uffici, era emerso che lo straniero aveva i in più circostanze trasgredito al “divieto di incontrarsi e di comunicare –telefonicamente, per via telematica o per posta – con terzi estranei dai familiari”, in quanto aveva destinato minacce pesanti attraverso i social network (Whatsapp e Facebook) ai danni di alcune persone.

A seguito della predetta denuncia è stato ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Piacenza un provvedimento di aggravamento della misura cautelare in atto e lo straniero è stato nuovamente carcerato e condotto presso le Novate.

Nel pomeriggio del 27 c.m. è stata inoltre data esecuzione ad un provvedimento emesso dal Magistrato di Sorveglianza presso il Tribunale per i minorenni di Torino che ha disposto l’immediata sospensione della misura della detenzione domiciliare e la carcerazione in Istituto penale Minorile di un cittadino egiziano, cl. 2000, che si trovava ricoverato presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Piacenza per riscontrate patologie psichiatriche. Lo straniero, con svariati precedenti per reati contro il patrimonio, durante il periodo del ricovero nella struttura piacentina ha più volte dato prova di comportamenti incompatibili con la
prosecuzione della misura, in quanto resosi responsabile di condotte minacciose e agiti violenti messi in atto nei confronti, non soltanto dei codegenti, ma anche e soprattutto della struttura e dei suoi dipendenti (operatori sanitari).

A seguito dell’intervento delle Forze dell’ordine, in occasione di comportamenti minacciosi perpetrati nei confronti di alcuni infermieri, l’atteggiamento del cittadino egiziano non è in alcun modo mutato, continuando la sua escalation aggressiva; è stato quindi opportunamente segnalata la pericolosità della situazione all’A.G. competente che ha disposto, in brevissimo tempo, la sospensione della misura detentiva in atto con la carcerazione dello stesso. In esecuzione del provvedimento descritto, personale dipendente ha quindi accompagnato lo straniero presso l’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano.