Trapianto di cellule staminali emopoietiche, rinnovati gli accreditamenti: “Piacenza si è distinta a livello internazionale”. Nel 2022 effettuati 41 interventi – AUDIO

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche, in particolare quello allogenico (cioè da donatore) è ritenuto una tra le procedure più complesse in Medicina.

Per questo, in Italia, i programmi di trapianto di cellule staminali emopoietiche rispondono a stringenti normative del Ministero su indicazioni del Centro Nazionale Trapianti (CNT) e del Centro Nazionale Sangue per le rispettive competenze. L’ultimo Accordo Stato-Regioni e Provincie Autonome N. 49/CSR/2021 ha ridefinito i requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici per l’accreditamento delle strutture afferenti al programma di trapianto di cellule staminali emopoietiche ed è stato recepito dalla nostra Regione DGR n. 1306 del 01/08/2022.  All’accreditamento nazionale si affianca il sistema di accreditamento internazionale JACIE (Joint Accreditation Committee- ISCT & EBMT) finalizzato a promuovere la qualità nelle cure dei pazienti trapiantologici e a definire i criteri di qualità che i laboratori di manipolazione cellulare devono ottemperare. Il livello JACIE 7, il massimo ad ora previsto, è condizione irrinunciabile per poter accedere ai programmi CAR-T.

Le procedure di trapianto richiedono elevate competenze professionali, interfacce altamente funzionali e tecnologie avanzate: i processi di accreditamento, quindi, sono indispensabili per garantirne l’adeguato svolgimento.

Negli ultimi anni Piacenza si è distinta per aver acquisito, oltre agli accreditamenti nazionali obbligatori, anche le più prestigiose certificazioni internazionali, che attestano il rispetto di elevati standard mondiali nel centro dedicato al trapianto di cellule staminali emopoietiche in Ematologia.

Quest’anno l’Azienda ha ottenuto il rinnovo degli accreditamenti CNT e JACIE. Un risultato importante, frutto del notevole impegno professionale e della sinergia da parte di tutti gli operatori coinvolti nel complesso percorso che dal prelievo di cellule emopoietiche porta fino al trapianto.

A Piacenza l’iter coinvolge diverse realtà: la Farmacia, cui spetta il compito di preparare il condizionamento preimpianto; la Patologia clinica con il Servizio trasfusionale, che pratica la raccolta delle cellule staminali; la Biologia dei Trapianti, che manipola le cellule e, come sede di Immunogenetica, esegue tutti gli esami necessari per verificare la compatibilità tra donatore e ricevente e segue il paziente trapianto anche nel percorso post operatorio; e infine l’Oncoematologia, dove si svolge il trapianto stesso. Una macchina interdipartimentale complessa che abbraccia diverse professionalità aziendali ed è diretta, a Piacenza e a Parma, dal dottor Daniele Vallisa, direttore Ematologia e Centro trapianti midollo osseo.

Inoltre, Piacenza, unico centro regionale, ha anche acquisito l’accreditamento europeo Efi (European Federation for Immunogenetics), indispensabile per lo svolgimento dell’attività di tipizzazione tissutale su tutti i percorsi trapiantologici.

Il percorso di riorganizzazione della rete dei laboratori di biologia molecolare per la tecnologia Next Generation Sequencing in corso in Regione prevede l’individuazione di piattaforme operative sovraziendali in grado di offrire in modo equo e sostenibile competenze e tecnologie altamente specialistiche per bacini di utenza adeguati. In quest’ottica l’Azienda Usl di Piacenza entrerà a far parte di una piattaforma in Area Vasta Emilia Nord.

La Next Generation Sequencing è fra le metodiche di biologia molecolare avanzata che attualmente meglio sostengono l’oncoematologia clinica non solo per la diagnosi e il follow-up dei pazienti ma anche per l’attività correlata al trapianto delle cellule staminali emopoietiche. 

Nel 2021 Piacenza ha seguito 15 casi di trapianto autologo, con cellule staminali prelevate dal paziente stesso, e 17 di trapianto allogenico, con cellule prelevate da donatore.

Il 2022 ha registrato 28 casi di trapianto autologo e 13 di trapianto allogenico. Il tempo medio di individuazione di un donatore in Italia varia dai 3 mesi per il 48% dei centri fino ad arrivare a 6 mesi per il 70%. A Piacenza il tempo medio di individuazione è di soli 38 giorni (primo quartile). Un primato che si riflette sul tempo medio al trapianto: la media italiana varia in un range da 3 mesi (11% dei centri), ai 6 mesi (50%) e fino ai 12 mesi (71 %).

Piacenza esegue un trapianto mediamente in 3 mesi e 20 giorni, per sfruttare al massimo il tempo finestra utile. Una tempistica che garantisce il paziente e, allo stesso modo, il donatore che viene monitorato in ogni fase del percorso a tutela completa della sua salute.

Dopo il saluto del direttore generale Ausl Piacenza Paola Bardasi, che ha ringraziato tutti i professionisti per l’impegno profuso in questi due anni che hanno portato “alla conferma degli accreditamenti CNT e JACIE, garanzia per i pazienti e orgoglio per la nostra realtà che si qualifica come centro altamente specializzato in questo settore così importante”, Daniele Vallisa, direttore Ematologia e Centro trapianti midollo osseo, e Angela Rossi, direttore Biologia dei trapianti, diagnostica molecolare e manipolazione cellule staminali emopoietiche, hanno illustrato i dettagli delle pratiche per cui Piacenza ha ottenuto questi importanti accreditamenti. Un risultato sottolineato anche da Gabriela Sangiorgi, direttore del Centro riferimento Trapianti della Regione Emilia-Romagna, che ha rimarcato l’importanza della rete come strumento efficace per un costante miglioramento delle performance e della governance per arrivare sempre più verso una medicina che guarisce e non solo cura, e da Rossana De Palma, responsabile Area Qualità delle cure, reti e percorsi della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna che ha ricordato le tappe di questo percorso oggi sfociato in un risultato che qualifica Piacenza e tutta la Regione.

Orgoglio per la sua città anche nelle parole del sindaco Katia Tarasconi per cui “i risultati si ottengono solo se investiamo sulla sanità e se la sanità resta pubblica” e ha esortato l’assessore Donini a farsi portavoce di questo appello con il Governo.

Invito colto dall’assessore Raffaele Donini che, ricordando come “la nostra Regione si sia dimostrata non solo resiliente in un momento delicato come quello della pandemia, ma anche capace di progettare futuro” ha elogiato Piacenza che, in questo come in altri campi, ha avuto la “capacità di drenare la mobilità passiva e stimolare la mobilità attiva. La nostra regione ha il 70% di mobilità attiva al pari sol della Lombardia e del Veneto, possiamo portare avanti questa missione solo se non dimentichiamo l’importanza della sanità. Per questo, insieme alle altre regioni, abbiamo chiesto al Governo un incontro di persona perché è fondamentale che si continui a finanziare e coltivare le eccellenze della sanità e non a tagliare fondi su un fronte così importante”.

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