“1500: guerre, scandali e potere” spettacolo di narrazione storica ideato e condotto da Davide Tansini. Il 10 agosto a Pizzighettone

1500: guerre, scandali e potere

1500: guerre, scandali e potere”. Lo scandalo internazionale, che coinvolse Milano, la Francia e Venezia in uno spettacolo di narrazione storica con percorso guidato ideato e condotto da Davide Tansini.

Sabato 10 agosto alle 21.30 a Pizzighettone, nella cerchia muraria e piazza D’Armi.

Informazioni

Telefono: 349 2203693, Fb pizzighettone1500e-mail eventi@tansini.it (prenotazione non richiesta; svolgimento anche in caso di maltempo).

1500: guerre, scandali e potere

Uno scandalo osé fra XV e XVI secolo: un sexgate nell’Italia del Rinascimento, che coinvolge i vertici politici di Milano, Francia e Venezia. Questo scandalo sessuale scoppiato oltre cinque secoli fa diventerà lo spunto per un racconto storico intrigante e coinvolgente: tanti i colpi di scena, così come i rapporti e le somiglianze (spesso inattese) con la realtà attuale.

È questa la proposta di Pizzighettone 1500: guerre, scandali, potere, che nella serata di sabato 10 Agosto 2019 (inizio alle ore 21:30 presenterà al pubblico uno spettacolo di narrazione storica con percorso guidato.

Passioni, denaro, intrighi, sesso, politica, tradimenti in un’ambientazione suggestiva: le antiche mura pizzighettonesi, illuminateper l’occasione con torce e fiaccole.

Lo scenario storico in cui si sviluppa la trama dello scandalo rosa è il Centro-Nord Italia tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

Un periodo che vede parecchî stati affrontarsi in numerosi conflitti: il Ducato di Milano, la Repubblica di Venezia, quella fiorentina (al cui servizio opera Niccolò Machiavelli), il Regno di Francia (governato da re Luigi XII d’Orléans), gli Stati della Chiesa (con papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia), i dominî di Caterina Sforza (soprannominata la «Tigre di Forlì», nipote del duca di Milano) e di Cesare Borgia (figlio del papa Alessandro VI, fratello di Lucrezia e più noto come il Duca Valentino).

Scontri acuitisi anche a causa delle spregiudicate manovre politichemesse in atto dal duca di Milano Ludovico Maria Sforza (1452-1508, più noto come Ludovico il Moro). Nel 1499 la guerra arriva nel cuore del Ducato milanese, territorio strategico per il controllo politico e militare dell’Italia centro-settentrionale.

Ideatore e conduttore dello spettacolo è Davide Tansini, che ha ricostruito lo scandalo del 1500 grazie a personali ricerche archivistiche e bibliografiche. In questo evento ne proporrà le vicende sotto forma di racconto sul modello del teatro di narrazione.

Lo spettacolo di Tansini prenderà le mosse dalla caduta di Ludovico il Moro. Nella primavera del 1500 il duca sforzesco è sconfitto e catturato dalle truppe del re di Francia Luigi XII, che si proclama nuovo sovrano di Milano. Nel frattempo, la Repubblica di Venezia (alleata del sovrano transalpino) occupa il Cremonese e la Gera d’Adda. Paolo Biglia (ex agente e ambasciatore di Ludovico), scappa dal Ducato ormai sotto controllo francese e si rifugia a Pizzighettone presso suo cognato Giovanni da Casale.

Memore déi suoi precedenti sforzeschi, la Signoria veneziana si dimostra tutt’altro che comprensiva verso Paolo: Fantino Valaresso (provveditore veneziano di Pizzighettone) lo mette al bando e dichiara ribelle Giovanni. I due sono costretti a abbandonare il borgo, ma la moglie di Giovanni rimane e diviene la chiave per la loro riscossa. Paradossalmente, grazie a un (presunto) tradimento coniugale della donna, consumato con un personaggio del tutto particolare: lo stesso Fantino Valaresso, l’ufficiale che ha bandito Paolo e Giovanni.

Sfruttando abilmente legàmi e conoscenze altolocate (addirittura, l’ambasciatore francese a Venezia) nell’estate 1500 i due cognati riescono a portare la liaison tra la moglie di Giovanni e Fantino Valaresso all’attenzione del Collegio dei Savi di Venezia. Così, il provveditore è rimosso dalla carica e posto sotto processo, dietro ripetute insistenze dello stesso ambasciatore transalpino. L’ex ufficiale scampa al carcere, ma per chiudere l’incidente diplomatico e lo scandalo il Collegio è costretto anche a riabilitare Paolo e Giovanni.

Non soltanto. Proclamandosi leale suddito della Signoria, Giovanni da Casale si spinge a domandare un «segno di fedeltà» ai magistrati veneziani: a denti stretti il Collegio dei Savi gli concede l’investitura a cavaliere di San Marco, celebrata l’8 Novembre 1500 dal Doge Agostino Barbarigo. Fantino Valaresso, che ha compromesso il nome della Serenissima a Pizzighettone, scompare dalla scena politica. Ma non definitivamente: qualche anno più tardi diviene magistrato e poi senatore di Venezia: perché non sempre uno scandalo sessuale blocca una carriera politica.

Ora documentario ora spy story, il racconto di Davide Tansini non si limiterà a enumerare fatti e biografie: invece, è stato un discorso vivace, articolato e coinvolgente su un periodo storico e sull’eredità che ha lasciato: società, economia, usi, arti, tradizioni, curiosità (a Pizzighettone e non soltanto).

Ci saranno le vicende politiche, con il loro immancabile séguito di speranze e delusioni; le personalità più in vista dell’epoca (quasi VIP del Medioevo e del Rinascimento); le questioni più sentite e dibattute, come le tasse (tema sempre d’attualità) e i timori per un futuro incerto. Difficile non ritrovare anche nell’attuale vita quotidiana punti di contatto con questo passato soltanto in apparenza lontano.

Pizzighettone 1500: guerre, scandali, potere sarà uno spunto per conoscere e rivivere la storia.