Aumento retributivo ad Amazon, Ugl: “Sembra che il tentativo di riconoscere la meritocrazia non interessi affatto a quest’azienda”

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Di seguito una dichiarazione della Segreteria UGL Terziario in relazione agli annunciati aumenti retributivi da parte di Amazon.

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Sulla vicenda interviene Pino De Rosa: “Non abbiamo notizie certe in relazione all’annunciato aumento retributivo da parte di Amazon. Bisognerà capire quali voci saranno introdotte o integrate in busta paga. In particolar modo per il sito di Castelsangiovanni il contratto applicato non è quello della logistica ma del terziario. Presumevamo e nella giornata odierna abbiamo avuto conferma, come già accaduto circa 2 anni fa sarà “livellato” lo stipendio anche per loro con un superminimo assorbibile da futuri aumenti”.

“E’ un aumento di certo meritato dai lavoratori che durante gli ultimi due anni hanno contribuito in maniera decisiva ai successi stratosferici (anzi direi spaziali) dell’azienda. Il razzo è stato la pandemia. Ben vengano gli aumenti. Come UGL continuiamo a stupirci del fatto che Amazon, a fronte delle proposte dei sindacati che tendono a voler far crescere i salari creando meccanismi premianti, continui a “livellare”, sebbene migliorando, le retribuzioni. Sembra che il tentativo di riconoscere la meritocrazia non interessi affatto a quest’azienda. Allo stesso modo lascia perplessi la politica retributiva che tende a dare maggiori incrementi ai lavoratori “in ingresso” e meno a quelli che hanno una consolidata anzianità. Se questo lo si associa al famoso “The offer” (incentivo all’uscita dall’azienda) che l’azienda mette a disposizione ogni anno alla fine del picco e che è tanto più alto quanti più sono gli anni di servizio, è evidente che l’obiettivo dell’azienda è un alto turn over”.

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