Diga del Molato, visita istituzionale per il collaudo: “Garantita la sicurezza dei territori di valle”

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Diga del Molato, visita istituzionale per il collaudo: “Garantita la sicurezza dei territori di valle”.

Ieri, martedì 26 marzo, alla diga del Molato (Alta Val Tidone), si è tenuto un incontro tra Consorzio di Bonifica di Piacenza (ente gestore della diga), Prefettura di Piacenza, Agenzia regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna e AIPo-Agenzia Interregionale del Fiume Po. Istituzioni che, con un lavoro congiunto e uno sforzo complessivo, stanno contribuendo in modo significativo nel coordinamento delle fasi di collaudo insieme anche alla Commissione di Collaudo, alla Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), all’Ufficio Tecnico per le dighe di Milano del MIT e ai Sindaci dei Comuni posti lungo l’asta del torrente Tidone.

L’importanza del collaudo per la Diga del Molato

Il Prefetto Dott. Paolo Ponta ha sottolineato l’alto valore della diga del Molato sia dal punto di vista tecnico sia storico: “Invasi come questo, pur essendo quasi centenari, continuano a svolgere con efficienza la loro funzione in favore del settore agricolo, energetico e turistico- economico. È motivo di orgoglio vedere la proficua collaborazione tra tutti gli enti coinvolti affinché il collaudo in corso si svolga nella massima sicurezza. Il ri-collaudo della diga del Molato non è un momento di arrivo ma di ripartenza per una vita ancora lunga dell’invaso”.

Il Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza Luigi Bisi, ringraziando il Prefetto Dott. Paolo Ponta unitamente a dirigenti e tecnici sia della Prefettura sia delle istituzioni presenti, ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra per il rilancio del settore agroalimentare e per la sicurezza territoriale, ribadendo anche il valore del lavoro sinergico per la concretizzazione dell’avvio della fase di collaudo in tempi stretti sfruttando le attuali condizioni idro- meteo favorevoli.

L’Ing. Simone Dallai responsabile del settore Coordinamento Tecnico, Sicurezza Territoriale e Protezione Civile dell’Agenzia della Regione Emilia Romagna, ha ricordato che: “In Regione sono presenti 26 grandi dighe disciplinate dalla Direttiva Grandi Dighe che prevede l’approvazione del Documento di Protezione Civile da parte della Prefettura competente e di un Piano di Emergenza Dighe approvato dalla Giunta regionale. La gestione di questi invasi mette insieme le competenze di diversi enti e strutture per garantire la sicurezza dei territori di valle”.

È stato poi l’Arch. Cristian Ferrarini, responsabile dell’Ufficio Territoriale di Piacenza, a specificare che per tutti gli invasi della provincia è stata completata la pianificazione di emergenza anche grazie alla sinergia tra i diversi soggetti coinvolti.

L’ing Stefano Baldini di Aipo ha infine rimarcato l’importanza della diga del Molato e della procedura di collaudo in corso per l’intero territorio.

LA PROCEDURA DI COLLAUDO

La procedura di collaudo ex art. 14 DPR 1363/59, iniziata lunedì 18 marzo, prevede il completo riempimento dell’invaso della diga del Molato passando dalla attuale quota idrica autorizzata di 353,70 metri sul livello del mare (pari a un volume di circa 7,6 milioni di metri cubi d’acqua) a 354,40 metri sul livello del mare (pari a circa 8,06 milioni di metri cubi). Complessivamente la procedura durerà circa 3-4 settimane.

SFIORO CONTROLLATO

Lo sfioro, che è una delle fasi della procedura controllata e costantemente monitorata, è iniziato nella notte tra venerdì 22 marzo e sabato 23 e continuerà per 10-15 giorni variando di portata sulla base della quantità di acqua in ingresso.

PERCHE’ SI STA COLLAUDANDO NUOVAMENTE LA DIGA DEL MOLATO?

Il motivo per cui la diga necessita di un secondo collaudo, dopo quello effettuato quasi cento anni fa, ovvero dopo la sua entrata in funzione, è la certificazione dell’opera a seguito di importanti manutenzioni straordinarie effettuate negli ultimi decenni per mantenere l’opera adeguata sia all’evoluzione normativa sia a livello strutturale che della sicurezza idraulica. Questo non deve trarre in inganno perché, dalla fine degli anni ’20 ad oggi, i controlli dell’opera sono stati costanti per mantenere la diga sicura ed efficiente: alcuni sono giornalieri, altri mensili, altri semestrali. A questi ultimi seguono anche visite da parte dei tecnici del Ministero delle Infrastrutture due volte all’anno. Costanti sono state anche le manutenzioni ordinarie dell’opera.

PRESENTI IERI (26 MARZO) IN DIGA PER LA VISITA ISTITUZIONALE

Il Prefetto di Piacenza dott. Paolo Ponta con il Capo di Gabinetto dott. Claudio Giordano. Il Dirigente del Settore Sicurezza Territoriale e Protezione Civile della Regione Emilia Romagna Ufficio Territoriale di Piacenza arch. Cristian Ferrarini con il dott. Fabrizio Marchi, l’ing. Cristina Francia, il p.i. Diego Perini e l’ing. Antonio Leonardi. Dalla sede centrale di Bologna dell’Agenzia Sicurezza Territoriale e Protezione Civile della Regione Emilia Romagna l’ing. Simone Dallai con l’ing. Nicola Magagni, l’ing Carmine Rizzo, l’ing. Francesca Stumpo.

L’ing. Stefano Baldini dell’Ufficio Operativo di Piacenza di AIPo (Agenzia Interregionale per il Po) insieme al dott. Domenico Sannino, dott. Federico Mancano e l’ing. Francesco Vommaro.

Per il Consorzio di Bonifica di Piacenza: il presidente Luigi Bisi, il Direttore Generale arch. Pierangelo Carbone, l’ing responsabile della diga del Molato Marco Belicchi e il sostituto responsabile ing. Andrea Terret, il geom. Fabio Rogledi, i guardiani Maurizio Castagnola e Omar Finotto.

LE FUNZIONI DELLA DIGA

La diga del Molato è un elemento fondamentale per la conservazione e la distribuzione della risorsa per il settore agricolo e agroalimentare che è il primo beneficiario dell’acqua immagazzinata ogni anno dall’autunno alla primavera per essere utilizzata in estate a fini irrigui. Ed è poi un’opera importante per la produzione di energia idroelettrica e in generale per lo sviluppo delle condizioni socio economiche dell’ambito territoriale e per la valorizzazione turistica dell’intera vallata.

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