Dighe e invasi, in cantiere opere per 43 milioni di euro

Nuovi invasi per la raccolta e l’accumulo di acqua; estensione ed efficientamento della rete delle condotte irrigue; potenziamento degli impianti di derivazione e sollevamento. E ancora: realizzazione di casse di espansione sia per il contenimento delle piene, sia a scopo irriguo; sostituzione di canalette a cielo aperto con tubazioni interrate a bassa pressione; messa in opera di impianti fotovoltaici galleggianti.

Sono solo alcuni tra i 42 progetti pronti a partire che rientrano nel maxi-piano di investimenti da oltre 215 milioni di euro. Progetto per il potenziamento e la modernizzazione delle infrastrutture irrigue al servizio dell’agricoltura emiliano-romagnola; frutto della collaborazione tra Regione e Consorzi di bonifica, soggetti chiamati alla realizzazione della maggior parte degli interventi.

Per Piacenza sono in arrivo 42,7 milioni di euro.

Il piano è il più corposo mai realizzato in Emilia-Romagna nel settore delle opere di bonifica e irrigazione; nel giro di qualche anno permetterà di aumentare la superficie irrigua di circa 167 mila ettari. Piano che può contare su diverse linee di finanziamento nazionali e regionali per un totale di 204 milioni di euro; più la restante quota di oltre 11 milioni di euro a carico dei singoli Consorzi di bonifica e di altri Consorzi irrigui privati. In totale, oltre 215 milioni di euro.

Le priorità del Piano

Sono due; creazione di una rete di bacini di piccole e medie dimensioni per garantire un’adeguata “riserva” di acqua per l’irrigazione dei campi in caso di grave e prolungata siccità. Inoltre miglioramento di efficienza delle reti di distribuzione all’insegna del risparmio idrico, delle buone pratiche e della sostenibilità ambientale.

Un piano da realizzare nei prossimi tre-quattro anni

Tutti gli interventi in programma sono esecutivi o hanno già superato lo step della progettazione definitiva e sono pertanto da considerare cantierabili, secondo un dettagliato cronoprogramma che prevede il completamento dei lavori, con scadenze differenziate, entro i prossimi tre-quattro anni.

La realizzazione dei progetti comporterà un incremento della disponibilità idrica di quasi 46 milioni di metri cubi di acqua all’anno e il potenziamento e l’estensione delle derivazioni e delle opere di distribuzione a vantaggio di più di 13.100 aziende agricole, con una superficie irrigua aggiuntiva di  167 mila ettari.

Gli investimenti sul territorio

Quanto agli interventi previsti, nei territori si registrano opere per 59,2 milioni in Provincia di Ravenna, poi quella di Piacenza (42,7). E ancora Modena (28,3), Reggio Emilia (25,7), Parma (25,3), Bologna (20,7), Ferrara (9) e Forlì-Cesena (1,8 milioni di euro). Infine altri 2,9 milioni riguardano progetti a cavallo tra Bologna e Ravenna.

Al maxi-piano va poi aggiunto un progetto in itinere con importanti ricadute sul riminese. Si tratta di un intervento per il recupero a fini irrigui delle acque reflue del depuratore di Santa Giustina, a Rimini, sfruttando i processi fito-depurativi del sistema dei canali e degli invasi sulla sponda sinistra del fiume Marecchia. Un progetto da 6,5 milioni di euro di grande valenza ambientale per ridurre l’uso delle acque di falda che la Regione ha candidato per un finanziamento europeo nell’ambito del programma Life.