Inchiesta sugli appalti, interrogatori di garanzia: gli imprenditori Susino e Ridella non rispondono al giudice

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Iniziano gli interrogatori ai protagonisti della maxi inchiesta sugli appalti pilotati che ha interessato la provincia di Piacenza e in particolare l’alta Valtrebbia. Inchiesta che ha portato a 11 arresti e 35 indagati. Questa mattina l’interrogatorio di garanzia ha visto comparire i due imprenditori finiti in manette, Nunzio Susino e Maurizio Ridella: entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al giudice delle indagini preliminari. Domani, 15 febbraio, sarà la volta di Massimo Castelli e Mauro Guarnieri, rispettivamente ex sindaci di Cerignale e Corte Brugnatella.

Gli inquirenti parlano di una vera e propria associazione per delinquere dedita a reati contro la pubblica amministrazione. Si parla (a vario titolo) di reati come corruzione, concussione, corruzione elettorale, turbativa d’asta, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Si parla di un “sodalizio criminale promosso, organizzato e capeggiato da Susino Nunzio […] e composto da diverse figure del mondo politico e imprenditoriale piacentino, nonché da funzionari e amministratori pubblici degli enti locali”.

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Resta inoltre la questione della qualità dei lavori eseguiti in questo contesto di appalti pilotati. Secondo gli inquirenti, infatti, “la possibilità di eseguire lavorazioni prive di qualsiasi controllo da parte del pubblico ufficiale garantiscono agli imprenditori ampio margine di manovra sulla qualità delle lavorazioni stesse”. A tal proposito emergono le parole di Castelli: “Faremo un po’ meno di asfalto e una cosa in più […]”.

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