Oratori, grest e soggiorni estivi, migliaia i giovani coinvolti nelle attività della Diocesi sostenute dalla Fondazione

Tempo di bilanci per le attività nell’educazione e nell’animazione giovanile organizzate dallaDiocesi di Piacenza-Bobbio con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Archiviata l’esperienza dei Grest organizzati per l’estate appena terminata, è possibile analizzare i dati relativi alle esperienze realizzate, comprendendo anche il Progetto Oratori, regolato da un protocollo sottoscritto per la prima volta nel 2018, e ai Soggiorni vacanza.

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Un bilancio che fa il punto sulla risposta, in termini di adesioni e partecipazione, delle attività svolte nell’ultimo anno, in prospettiva della definizione di nuovi interventi per i prossimi mesi. A tracciarlo, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Rota Pisaroni, il responsabile diocesano del Servizio di pastorale giovanile e presidente dell’Associazione oratori Piacentini don Alessandro Mazzoni, e la consigliera d’amministrazione e coordinatrice della commissione Welfare della Fondazione Elena Uber.

«Quella di oggi – ha sottolineato Elena Uber – vuole essere l’occasione per restituire alla città una visione del grande impegno che sul tema dell’animazione e dell’educazione giovanile viene profuso ogni anno dalle parrocchie nei confronti di migliaia di minori. Servizi come i grest, gli oratori e i soggiorni estivi non coinvolgono solo bambini e ragazzi che frequentano la Chiesa, ma anche tanti giovani e famiglie che, in particolare nel periodo estivo, hanno bisogno di presidi educativi accessibili e di qualità. La Fondazione è da tempo a fianco di questi progetti e continuerà ad esserlo, e la sfida per il futuro sarà cercare insieme delle risposte anche per i ragazzi di quella fascia di età più avanzata, e critica, che faticano oggi ad avvicinarsi ai contesti educativi e parrocchiali».

Delle caratteristiche dei servizi e dell’impegno economico e umano che richiedono alla collettività ha invece parlato Don Alessandro Mazzoni: «La Fondazione ha sostenuto i Grest con un contributo di 25 mila euro e il Progetto Oratori con un contributo di 90 mila euro a cui la Diocesi ha affiancato un contributo di 50 mila euro preso dai fondi dell’8 per mille alla chiesa Cattolica – ha spiegato -, un sostegno importante che facilita e rende possibile il lavoro di tantissimi volontari ed educatori che durante tutto l’anno sono a fianco di questi ragazzi. Impegnandosi ad accogliere tutti, cristiani e non cristiani, e anche coloro le cui famiglie non possono sostenere le rette di partecipazione (che pure sono molto contenute)».

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I DATI

Progetto Oratori. Avviato quattro anni orsono (dapprima con un protocollo d’intesa triennale, rinnovato su base annuale nel maggio 2021), il progetto si basa su un assunto: le attività di educazione e formazione, mirate a favorire l’aggregazione sociale dei più giovani, anche adottando un approccio multidisciplinare, possono contribuire a contrastare l’insorgere di situazioni di disagio. Gli oratori, per la loro vocazione a centri di incontro e di socializzazione, e per la capillarità della loro distribuzione sul territorio, rappresentano una “rete” ideale per tali attività.

La Fondazione si è fatta carico dell’erogazione del sostegno economico all’iniziativa, a cui la Diocesi ha affiancato un contributo preso dai fondi dell’8 per mille alla chiesa Cattolica e ha organizzato un network di oratori. Le realtà che hanno partecipato all’esperienza, raccolta sotto il titolo Scarpe da Tennis, sono state 32 tra città e provincia. La fascia d’età coinvolta è quella delle scuole medie, e i primi anni delle scuole superiori. Il numero dei partecipanti è stato nell’ordine di qualche migliaio: difficilmente quantificabile con precisione, poiché si tratta di un progetto “aperto”, alcuni ragazzi hanno partecipato per periodi brevi e altri più lunghi.

Gli oratori hanno proposto attività ampie e diversificate, modi di partecipare che esaltano la ricchezza della diversità e rispondano a varie esigenze e capacità di adesione: aggregative, culturali, artistiche, ludiche e sportive.  Sono state organizzate, fra l’altro, serate formative dedicate ai genitori di tante parrocchie per aiutare a riconoscere l’insorgere dei disagi, e attività di lotta alla dispersione scolastica predisposte dai doposcuola degli Oratori.

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Grest. I Grest del territorio coinvolti nelle attività di questa estate sono stati in tutto 30, in città e in provincia. Anche quest’anno si sono svolti dal mattino al pomeriggio, con momenti diversi: studio e compiti per le vacanze, mensa, attività laboratoriali, gite (in collina o, in alcuni casi, nei parchi acquatici). La fascia d’età a cui si rivolge il servizio va dai bambini delle elementari ai ragazzi delle scuole medie. Ci sono anche numerosi animatori, che sono giovani che frequentano le superiori e che si affiancano in maniera operativa agli educatori, che sono invece tutti maggiorenni.

I Grest (acronomino che altro non è che la contrazione di Gruppo ESTivo) sono attivi in corrispondenza della chiusura delle scuole, da giugno a settembre. Quest’anno i partecipanti sono stati 3676, di cui 551 (15%) ragazzi non di religione cristiana. Gli animatori sono giovani frequentanti gli istituti superiori o poco più grandi: uno schieramento di 985 persone, di cui 63 (7%) non cristiani; infine, 74 persone hanno costituito lo staff di assistenza.

Soggiorni estivi. Sono campi residenziali a guida parrocchiale, che si tengono durante la stagione estiva. Talvolta il soggiorno si tiene in strutture gestite autonomamente dalle parrocchie (come nel caso di San Giuseppe Operaio, che ha in comodato d’uso gratuito la casa di Vigo di Fassa di proprietà della Fondazione e che da alcuni mesi l’ha messa a disposizione anche di altre parrocchie). Altre volte i soggiorni avvengono in strutture turistiche.

Nell’estate appena terminata hanno partecipato alle vacanze 1700 ragazzi, di età dai 14 in su; in genere i soggiorni hanno una durata di una o due settimane. Ai ragazzi vengono proposte attività educative, ed esperienze legate ai luoghi di soggiorno: camminate e escursioni sono le più frequenti, trattandosi prevalentemente di vacanze sull’appennino o in montagna, come Val d’Aosta o Trentino; non sono mancate, tuttavia, le vacanze anche in località marine. Nel corso del soggiorno vengono proposti momenti di catechesi e di riflessione, laboratori artistici, attività di gioco e animazione. In caso di strutture in autogestione, i partecipanti vengono coinvolti anche in semplici attività di gestione e organizzazione, come apparecchiare e sparecchiare la tavola o riordinare gli spazi comuni.

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