Ponte Lenzino, abitanti e istituzioni contro il progetto Anas: “Decisioni prese da chi non conosce il territorio, 25 milioni di euro buttati via” – AUDIO

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Amministratori, rappresentanti della politica e cittadini si sono ritrovati a Rovaiola, nel comune di Corte Brugnatella, per dire no al progetto del nuovo ponte presentato da Anas, dopo il crollo del ponte Lenzino il 3 ottobre scorso. A organizzare la manifestazione è stata l’Unione Montana comitato “Nuovo ponte Lenzino” che vede tra i promotori il sindaco di Cerignale, Massimo Castelli.

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“Quella di oggi è una manifestazione che riguarda tutti, perché si batte contro lo spreco di denaro pubblico”, inizia.

“Questo progetto non è nell’interesse della nostra valle e delle persone che la abitano. E’ la ricostruzione dei nostri mali. Noi crediamo che l’architettura debba prevedere tecniche e soluzioni nuove, in grado di eliminare qualche curva in più. Si spendono 25 milioni per un ponte che non è adatto allo scopo. Che poi, per inciso, se avessero tenuto in piedi il ponte precedente avrebbero potuto spendere questi 25 milioni per mettere a posto la Statale 45. E’ anche una manifestazione contro lo spreco di denaro pubblico”.

Una lettera al Ministero

“La manifestazione è stata promossa dall’Unione Montana, tutti i sindaci dell’Unione condividono questa posizione e scriveremo una lettera al Ministero e Anas per chiedere di discutere insieme la soluzione migliore: una soluzione che contempli le esigenze delle popolazioni locali, l’ambiente e la conservazione del ponte vecchio. Da questo punto di vista noi vogliamo conservare l’arcata esistente, trasformarla in un belvedere, testimonianza della strada che fu. Il ponte nuovo, però, dovrebbe essere moderno: sembra che sia impossibile fare una bella opera”.

“Noi vogliamo confrontarci e confrontare le nostre idee con quelle dei Ministeri. Non vogliamo che enti lontanissimi dal territorio come Anas, che nemmeno sanno dove si trova Ponte Lenzino, a scatola chiusa facciano un progetto che sia il più comodo possibile per loro. Il progetto deve fare gli interessi della popolazione, di chi si sposta per andare a lavorare e per andare a scuola. Chi vive su questi monti dovrebbe avere pari diritti e pari dignità”.

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