Prima giornata del Festival della cultura della Libertà: “Ma siamo sicuri che Marx sia stato davvero sconfitto nel 1989?”

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«Ma siamo sicuri che Karl Marx sia stato davvero sconfitto nel 1989 (quando è caduto il Muro di Berlino, ndr)?». Se lo è chiesto il direttore scientifico del Festival della cultura della libertà Carlo Lottieri, durante la sua lectio sullo Stato moderno e il declino della proprietà privata. Ha provato a dare una risposta l’editore e saggista Guglielmo Piombini, che intervenuto come relatore alla Sessione II del pomeriggio sul tema della globalizzazione, ha affermato come «con il crollo del Muro l’Occidente abbia abbassato la guardia, consentendo al comunismo di ritornare con un altro vestito, quello del politicamente corretto, del multiculturalismo, del pensiero unico. Da un punto di vista culturale, l’Occidente in realtà la guerra fredda l’ha persa; quindi c’è poco da festeggiare».

Temi forti, dunque, anche in questa settima edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione dei Liberali Piacentini in collaborazione con “il Giornale”, Confedilizia, European students for liberty. Un’edizione dedicata al suo ideatore, Corrado Sforza Fogliani, mirabilmente ricordato nell’anteprima di venerdì e più volte citato anche quest’oggi. Un Festival nel quale era comunque “presente”, dato che ha fatto in tempo a decidere, insieme al prof. Lottieri, tema e programma. Tra le novità sempre pensate e volute dall’avv. Sforza – è stato sottolineato – il cambio del logo: gli aironi stilizzati si sono trasformati infatti in gabbiani, in omaggio al prof. Francesco Forte.

Il tema di quest’anno, “Il capitalismo che vorremmo. Quali libertà economiche al tempo dello statalismo?”, è stato approfondito sotto i più vari aspetti nel corso di tutta la giornata, seguita anche in streaming (liberalipiacentini.com; culturadellaliberta.com, confedilizia.it). I lavori al PalabancaEventi di via Mazzini, sede della manifestazione fin dal primo anno, sono iniziati con gli interventi di saluto del presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna (che ha confermato la disponibilità della Banca ad ospitare le prossime edizioni della manifestazione e ricordato con parole affettuose il presidente Sforza Fogliani), del presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa (che ha ringraziato il dott. Nenna per la collaborazione e rammentato come nacque il Festival nelle stanze della sede di Confedilizia a Roma, con Sforza che desiderava far nascere un festival culturale che non fosse omologato) e di Stefano Zurlo, inviato de “il Giornale” (che ha portato i saluti del direttore Minzolini e citato un episodio che fa capire di che pasta fosse fatto l’avv. Sforza: arrivato nella sede della Banca dove doveva presentare un libro, trovò il presidente in strada ad aspettarlo, che stava raccogliendo alcune cartacce buttate sul marciapiede; «da lì capii che figura straordinaria avevo di fronte»).

Nel corso della Sessione I (“La crisi economica al di là dei numeri. Cosa fare per poter ricostruire la speranza?”) il presidente Spaziani Testa ha ricordato una frase detta dal Presidente del Consiglio

Giorgia Meloni durante il discorso d’insediamento alle Camere: chi ha la forza e la volontà di fare impresa, va sostenuto e non vessato. «Già se si riuscisse a raggiungere questo obiettivo, saremmo sulla buona strada», ha commentato il presidente di Confedilizia.

Il pomeriggio è stato aperto da uno stimolante botta e risposta su capitalismo e libertà tra il giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro (in videocollegamento) e il prof. Luigi Marco Bassani, storico delle dottrine. E chiuso dalla sessione III, con l’intervento, in particolare, del giurista tedesco Markus C. Kerber, che ha definito l’Unione europea di Bruxelles «un conglomerato di poteri che complotta contro i popoli, un vero flagello, dove in totale mancanza di controllo si sono, per esempio, acquistati vaccini per 71 miliardi», ha sostenuto il prof. Kerber, che ha proposto la soppressione del Parlamento europeo, ente «inutile e dannoso» e proposto un Senato europeo ad elezione diretta.

Nel pomeriggio, in Sala Verdi, spazio per le Sessioni IV e V sulle radici religiose della crisi e sulle profezie di Orwell.

Durante la pausa un gruppo di partecipanti al Festival, guidati dai Liberali Piacentini, hanno reso omaggio alla Stele contro tutti i totalitarismi eretta al Giardino della libertà. Il professor Lottieri ha ricordato l’origine della stele (voluta dall’avv. Sforza e dai Liberali Piacentini), sottolineando come essa ricordi in particolare il crollo del Muro di Berlino e messo in evidenza come ognuno debba essere vigile ogni giorno di fronte a un mostro, quello totalitario, che può emergere in ogni momento e che minaccia quindi di continuo anche noi.

Domani, domenica 29 gennaio, seconda giornata del Festival, con inizio alle ore 8.30.

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