Covid, il medico Andrea Vercelli è il primo vaccinato piacentino: “Un onore, è ora che questa storia finisca” – AUDIO, FOTO, VIDEO

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“Questa è davvero la luce in fondo al tunnel”. Il direttore generale dell’Ausl, Luca Baldino, accompagna con queste parole la prima somministrazione del vaccino anti-Covid del Piacentino. Nella giornata di oggi l’Ausl ha vaccinato i primi cinquanta operatori sanitari, nella fattispecie coloro che si occuperanno di vaccinare poi gli altri colleghi.

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Alle 14, a scoprire il braccio per la prima dose di vaccino (Pfizer-BioNtech), a cui ne seguirà una seconda a distanza di 18-23 giorni, è stato Andrea Vercelli, medico dell’Unità Operativa Pronto Soccorso e Obi dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza.

“Io sono molto tranquillo, è un piacere e un onore essere stato scelto per la prima dose del vaccino. Era ora di finirla con questa storia, perché è durata anche troppo”, spiega Vercelli.

Andrea Vercelli – Medico dell’Unità Operativa Pronto Soccorso e Obi dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza.

Nato il 3 giugno 1973 a Borgomanero, in provincia di Novara. Si è laureato all’Università di Pavia nel 1998 e si è specializzato sempre a Pavia in Medicina Interna nel 2004. Dal 2005 lavora nella Unità Operativa Pronto Soccorso e Obi dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, di cui è attualmente il Responsabile.

“Più di dieci anni in Pronto Soccorso – racconta – dipendono anche dal gruppo di persone che ho conosciuto e con cui ho stretto rapporti, e non solo di lavoro. Questo mi permette tuttora di occupare il mio posto. Ho un figlio di 12 anni. Vivo nel paese di Sarmato, perché sono un ‘ragazzo di campagna’ appassionato della natura e di tutto quello che vi è connesso: un po’ sport, fotografia, animali: ho due Jack Russell femmine e un gatto tigrato trovatello. Passeggiate, orto (agricoltura sinergica) e viaggi nelle vacanze sono le attività a cui dedico il poco tempo libero che mi lascia il Pronto Soccorso. Vorrei in futuro potersi dedicarmi maggiormente all’impegno ambientale. Sono un sognatore…”.

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Vercelli è in prima fila fin dall’inizio dell’emergenza e anche prima. Ricorderà per sempre i momenti drammatici di questa pandemia: “Nel corse del mese di marzo abbiamo vissuto situazioni che hanno superato spesso le nostre possibilità. Abbiamo scoperto di poter andare oltre i nostri stessi limiti e nessuno di noi è mai stato lasciato solo. Oggi, per assurdo, è ancora più difficile perché sta diventando estenuante: l’instabilità, l’imprevisto, il timore di poter rivivere quei momenti”.

Ad accompagnare Vercelli c’era il figlio Jacopo di 12 anni, a dare supporto al papà: “In tutti questi mesi io sono sempre risultato negativo – spiega il medico – e ho convissuto dunque con la paura di ammalarmi. Anche per questo la mia famiglia è felice, ora non dovrò più avere paura!”.

“Siamo molto emozionati, mai avrei pensato che prima della fine dell’anno saremmo riusciti a vaccinare, in questi giorni abbiamo sentito una frase ripetuta di continuo: questa è la luce in fondo al tunnel, ma è proprio coì, è davvero la luce in fondo al tunnel”, commenta Baldino.

“La speranza è concludere le vaccinazioni nel corso del 2021, ma l’importante è vaccinare nel più breve tempo possibile gli ultra 65enni, in modo da mettere in sicurezza la fascia più fragile della popolazione”.

Io personalmente non vedo l’ora di farlo perché si tratta di un vaccino efficace e sicuro. Sono estremamente tranquillo e appunto, quando sarà il mio turno, non esiterò”. Così conclude Baldino.

“Dopo tanta attesa, questo giorno è finalmente arrivato. Un giorno storico, nel quale davvero possiamo iniziare e vedere la luce in fondo al tunnel”, affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffale Donini.

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