Fuochi (Fondazione Casa di Iris): “Restare a casa, unico modo per essere vicini agli operatori sanitari”

Pubblichiamo la nota del presidente della Fondazione Casa di Iris, Sergio Fuochi.

Come ogni giorno da qualche settimana il mio primo pensiero, in qualità di Presidente della Fondazione Casa di Iris, va ai pazienti e a tutto il personale de “La Casa di Iris” (Hospice di Piacenza) compreso il personale della Rete delle cure Palliative, al quale rivolgo pubblicamente un grandissimo grazie per il lavoro svolto, per il lavoro che stanno svolgendo e che svolgeranno in futuro.

Consentitemi un particolare e grandissimo ringraziamento a loro in questo momento di emergenza sanitaria, che sta ormai diventando anche un momento di emergenza sociale ed economica, durante il quale stanno lavorando in silenzio con grande rigore e dedizione, come sempre avvenuto, non “mollando” mai anche in condizioni di disagio e (a volte anche in condizioni) di precarietà.

Questo momento di emergenza ci ha fatto precipitare in breve tempo in una situazione surreale a cui non eravamo abituati. Come comune cittadino mi sento impotente non potendo dare il mio sostegno anche solo con la presenza fisica in struttura. Però poi razionalmente in me, come in tutti i cittadini comuni, prevale il senso civico e il senso dello stato e quindi l’impegno all’applicazione delle disposizioni impartite dal Governo Centrale e da quello Regionale restando a casa.

Capisco che l’unico aiuto concreto e di effettiva vicinanza agli operatori sanitari in questo momento è quello di applicare il principio del “IORESTOACASA” che deve essere la nuova parola d’ordine per noi cittadini fino alla fine dell’emergenza. Questo nuovo modo di vivere ci ha imposto di sospendere tutti gli eventi programmati a favore de La Casa di Iris, al momento, sino alla fine di giugno. Tali eventi avevano una duplice finalità di risultato: era quella di reperire fondi per poter garantire la continuità del servizio erogato dalla struttura e quella di far conoscere e avvicinare i cittadini a La Casa di Iris.

I due risultati nell’anno 2019 sono stati raggiunti con un grande lavoro di tutti: la raccolta fondi per i soli eventi ha portato la somma di circa 140.000,00 euro, e abbiamo avuto un forte riscontro da parte della cittadinanza.

La grande partecipazione agli eventi è stato un riconoscimento al lavoro svolto da La Casa di Iris per cui tutti ci siamo sentiti gratificati e il merito è principalmente del personale che quotidianamente svolge la propria attività presso la struttura.

Sospendendo tutti gli eventi sino a giugno è impensabile poter raggiungere i risultati dello scorso anno. Per cui al momento abbiamo allo studio, grazie al lavoro del nostro addetto alla comunicazione, nuove forme di partecipazione che siano il surrogato delle esperienze passate che abbiamo sempre considerato sino ad ora normali. Ci aiuteranno i nuovi sistemi tecnologici e per questo abbiamo elaborato una fonte di comunicazione sia per la raccolta fondi sia per far conoscere la realtà de La Casa di Iris e del servizio erogato.

A breve questa nuova fonte di comunicazione verrà pubblicata sui nostri social. A tutti voi rinnovo, per quanto possa essere di aiuto, la mia forte vicinanza virtuale e nuovamente un grandissimo ringraziamento e vi chiedo di RESISTERE RESISTERE RESISTERE.

Infine voglio rivolgere pubblicamente un grande ringraziamento al Gruppo dei volontari che in questi anni ha garantito e anche in questo momento sta garantendo (anche se da casa) un aiuto concreto a La Casa di Iris.

Anche a loro chiedo di RESISTERE RESISTERE RESISTERE ritorneremo attivi e più vicini a La Casa di Iris di prima.

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