Ricci Oddi, appello della Cgil: “Ora servono determinazione e attenzione al personale, marketing e ambizioni da soli non bastano”

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La Ricci Oddi ha bisogno di un presidente manager e non di uno storico dell’arte? “di certo ha bisogno in primo luogo di investimenti, anche sul personale, e di un presidente in grado di garantire maggiore presenza.” 

Alberto Gorra, Fp Cgil di Piacenza, interviene dopo le inattese dimissioni del presidente della Fondazione Ricci Oddi Jacopo Veneziani. La Galleria conta su soli due operatori, che svolgono le attività legate all’accoglienza dei visitatori, alla comunicazione, all’allestimento, alla piccola attività amministrativa ed alla sicurezza delle opere. Dal ritrovamento di “Ritratto di Signora” di Klimt, l’attività è comprensibilmente aumentata, anche per gli eventi collaterali, “ma il personale è rimasto quello di prima” spiega Gorra. Le esigenze di lavoro sono più complesse e ai dipendenti sono richiesti molti straordinari, anche solo per garantire le aperture, oltre a tutto il resto. 

“Valorizzazione sostanziale del personale”

“Abbiamo chiesto il riconoscimento dei giusti inquadramenti di carriera ed un aumento del premio annuale di produttività, entrambi fermi ormai da diversi anni, ma dal Consiglio di Amministrazione è giunto di recente un secco rifiuto. Quella che chiediamo è una valorizzazione sostanziale del personale, che peraltro concorse a ritrovare e mettere in sicurezza il Klimt, pur non avendo in corso alcun negoziato per la ricompensa”.

“A Veneziani, nell’unico incontro che sono riuscito ad avere molti mesi fa – spiega Gorra – avevo chiesto di incontrare i dipendenti. Sono arrivate prima le sue dimissioni. Le relazioni sindacali con la Direzione sono cordiali e costruttive, sono stati riconosciuti alcuni istituti/benefit (buoni pasto, buoni carburante), pur tuttavia la pressione per rispondere alle esigenze di una Galleria d’arte al passo con i tempi ha determinato innegabili tensioni con il personale”.

“L’ultimo esempio: era stata da tempo programmata la chiusura per la domenica di Pasqua e l’apertura per il Lunedì di Pasquetta. Orbene, forse anche a seguito degli eventi di questi giorni, al personale è stato chiesto di lavorare in entrambe le giornate”.

“La Direzione può imporsi, se lo ritiene, certo avremmo preferito una programmazione più stabile e che non dimenticasse la necessità di gestire le energie del personale, dato che parliamo di due soli lavoratori e che solo nell’ultimo anno hanno saltato i riposi settimanali per garantire svariate aperture straordinarie, probabilmente meno strategiche di queste. Forse Veneziani non era la persona giusta al posto giusto, sicuramente ora serve determinazione e attenzione al personale, marketing e ambizioni da soli non bastano”.

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