“Ripudio di ogni ideologia totalitaria”: nuove regole per richiedere le sale comunali

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“Ripudio di ogni ideologia totalitaria”: nuove regole per richiedere le sale comunali. L’amministrazione fissa condizioni precise per le associazioni che richiedono la disponibilità di sale comunali per incontri e convegni. “Il soggetto richiedente si riconosce nei principi e nei valori della Costituzione, nelle vigenti leggi e nello Statuto comunale. Rifiuta ogni forma di violenza come strumento di lotta politica, ripudia ogni forma di ideologia totalitaria”. Questo si legge nel nuovo regolamento.

Il nuovo regolamento era stato richiesto a gran voce dall’opposizione in consiglio comunale. In particolare in seguito all’incontro che si sarebbe dovuto tenere con Stefano Delle Chiaie alla Casa delle associazioni di via Musso. Incontro organizzato dal circolo culturale “Nicola Bombacci”. Le proteste di sindacati, centrosinistra e sinistra radicale avevano convinto prefettura e questura a impedire l’evento. Una decisione ufficialmente adottata a causa del numero di partecipanti previsto, superiore rispetto alla capienza della sala prenotata. Dopo quell’episodio il centrosinistra aveva chiesto regole più stringenti per la concessione.

La nota del Comune

“Recepiti i criteri emersi nel corso del dibattito in consiglio comunale, con gli interventi dei consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione”. La Giunta comunale ha approvato oggi le modifiche ai criteri per l’utilizzo delle sale negli edifici comunali o in disponibilità al Comune di Piacenza. Le modifiche rendono ancora più esplicito il riferimento ai principi fondanti e ai valori della Costituzione italiana e dello Statuto comunale.

Principi che, richiamando la proclamazione della città di Piacenza a Primogenita del Regno d’Italia e la Medaglia d’Oro al Valore Militare, recita queste premesse. “Ispirandosi ai valori di questi eventi, vuole esprimerne la continuità con regole sobrie e chiare. Regole capaci di garantire la partecipazione democratica dei cittadini e il buon governo della città. La conoscenza, l’assunzione e il rispetto di queste regole da parte di tutti garantirà al nostro futuro la libertà e la democrazia. Valori che ci sono stati consegnati dalla Storia”.

Le modifiche

Le modifiche approvate impattano, da un lato, sui moduli di richiesta che devono essere presentati al Comune dai soggetti interessati. Dall’altro lato, sul regolamento, in particolare nell’articolo che disciplina l’utilizzo delle sale. Il gestore della sala sottoporrà alla Giunta quelle richieste che potessero “dar luogo a una iniziativa contrastante con quanto dichiarato” nel modulo di richiesta.

La modifica permette, in questo modo, di avere un’ulteriore verifica da parte anche dell’organo politico-amministrativo. Verifica sui contenuti delle richieste di utilizzo sale che giungono in Comune.

Nel modulo di richiesta allegato al regolamento di utilizzo delle sale comunali – siano esse quelle di Palazzo Farnese, della Casa delle Associazioni di via Musso e di tutte le altre – la modifica introdotta, invece, esplicita quanto segue.

Il soggetto richiedente “Si riconosce nei principi e nei valori della Costituzione, nelle vigenti leggi e nello Statuto comunale”, “rifiuta ogni forma di violenza come strumento di lotta politica”, “ripudia ogni forma di ideologia totalitaria”, impegnandolo, inoltre, “nel far rispettare – ad ogni fine – le norme riguardanti la capienza massima di persone della sala richiesta”.

Barbieri: “Valori non negoziabili”

“I principi della Costituzione e dello Statuto comunale a cui questo regolamento esplicitamente fa riferimento sono i valori non negoziabili” commenta il Sindaco Patrizia Barbieri. “Ringrazio i consiglieri che hanno voluto fornire il loro positivo apporto al dibattito dei giorni scorsi, contribuendo all’elaborazione di un documento che esplicita, così rafforzandoli, i principi e i valori fondanti su cui il Comune di Piacenza e la città di Piacenza si basano, e che non sono e non saranno mai messi in discussione. Spiace, invece, registrare la presa di posizione di qualche consigliere che, in spregio a questo momento di comune condivisione, insista, per pura propaganda politica, nel voler introdurre elementi polemicamente divisivi, che certo non aiutano un sereno confronto e la maturazione di una coscienza comune”.

Piacenza segue le orme di Parma.