“Sette giorni per paesaggi” dal 20 al 26 maggio a Piacenza tra incontri, musica e racconti collettivi del territorio

Sette giorni per paesaggi

“Sette giorni per paesaggi” dal 20 al 26 maggio a Piacenza tra incontri, musica e racconti collettivi del territorio.

Una settimana dedicata a incontri, workshop, concerti, mostre, laboratori, tavole rotonde, proiezioni, racconti.
Un progetto che sfugge alle definizioni proprio per la carica di innovazione che contiene: un osservatorio attivo sul tema della relazione uomo/paesaggio, un open space (della mente e dello spazio), un’iniziativa volutamente senza confini disciplinari per cogliere la mutevolezza dei cambiamenti legati al/i paesaggio/i, per comprenderne le transizioni, in relazione agli interventi dell’uomo.

Claudia Losi

“In Sette giorni per paesaggi” ci racconta Claudia Losi, una delle fondatrici di EN Laboratorio Collettivo, “abbiamo coinvolto diverse realtà locali, dalla pianura alle montagne, dalla città ai sentieri d’alta quota, invitando alcune figure interessanti nel campo della ricerca antropologica e filosofica, artistica e architettonica, per raccontare la propria esperienza e visione del mondo. L’idea è stata quella di arricchire, con voci plurime, a volte discordanti, ma dialettiche e propositive, un immaginario comune. L’intento fondativo di questa iniziativa è intrecciare al paesaggio degli altri il nostro paesaggio, perché è di una terra sempre comune che si parla. Questa terra che è noi”. Per l’edizione 2019 la città intera è invitata a condividere esperienze e punti di vista sul tema dell’alterità del nostro orizzonte: il paesaggio degli altri. Quali sono (sono state e saranno) le interazioni fra uomo e paesaggio e le forme dell’abitare, locale e globale.

Giovanna Cavalli

“Sette giorni per paesaggi” dice l’architetto Giovanna Cavalli, co-fondatrice di EN, “sarà una settimana di pensiero comune intorno a un tema cruciale come quello dell’habitat dell’uomo; sarà un gesto politico nella misura in cui intorno alla cultura è possibile creare comunità, ricostruirla, trovarne le ragioni. Con questo progetto speriamo di costruire un immaginario, mettere in relazione realtà e buone pratiche locali e non, indagando i molti modi di percepire il territorio e abitarlo. È un progetto che riguarda tutti, la sfida è quella di farne un evento annuale che cresca in direzioni inaspettate, suscitando una riflessione partecipata”.

Si tratta di un progetto in divenire che coinvolge diverse figure (antropologi, artisti, lavoratori della terra, architetti, giovani generazioni, studenti) per condividere i punti di vista, le conoscenze, le ricerche e le riflessioni sul rapporto reciproco fra noi uomini e il paesaggio in cui viviamo. Le comunità, le loro modalità di insediamento, le loro sfide con la natura, le esperienze, gli insegnamenti, la mutevolezza che il paesaggio imprime: uno sguardo nel presente per poterne vedere le forme del passato e le fughe verso il futuro.

Mauro Sargiani

“Faccio parte di questo progetto con grande contentezza”, dichiara Mauro Sargiani, anch’esso fra i fondatori di EN Laboratorio Collettivo, “e mi muove un’intenzione semplice che mi vale come fondamenta: è un’occasione per avvicinarmi a strumenti di osservazione che non conosco abbastanza, e continuare in questo modo a nutrire la mia attenzione per ogni parte del vivente. Questa attenzione vuole sentimento come radice e intelletto come frutto conseguente, sentire/ascoltare il mondo e continuare a farlo nel miglior modo possibile”.

Moltissimi le attività. Un formato particolare per il workshop condotto dall’antropologo e scrittore Matteo Meschiari aperto a studenti, ricercatori e professionisti; laboratori per l’infanzia (condotti da Beatrice Anelli, Cecilia Ramieri, Giulia Mirandola, Francesca Dainotto), incontri aperti alla città in cui si raccontano esperienze, pratiche e riflessioni rispetto all’abitare in diverse parti del mondo (con Architetti Senza Frontiere-Silvia Nessi, Giampaolo Nuvolati, Andrea Staid, Dolomiti Contemporanee-Gianluca D’Incà Levis, Simone Ghiaroni, Roberto Lovattini di Educazione Cooperativa), una mostra di dipinti di Sergio Tagliaferri dedicati alle nostre vallate, un laboratorio in riva al Po (condotto dagli artisti Andrea Caretto e Raffaella Spagna), musica (ospiti gli Le Rose e le Viole-Enerbia), documentari (a cura di Corto&Fieno, Festival del Cinema Rurale) e incontri con alcune vignaioli locali e le loro biografie del vino (a cura di Vittorio Barbieri).

Spazi dedicati all’evento

Diversi gli spazi dedicati; dalla spaziosa sede di EN, in via Maddalena 29/A, all’Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano, dalle aule del Politecnico al Caffè Letterario del Liceo Classico “Melchiorre Gioia”, dalla Serra di Palazzo Ghizzoni Nasalli, alle sedi en plein air (le rive del Po e gli orti gestiti dall’associazione dei Cosmonauti).

Carattere peculiare dell’associazione EN Laboratorio Collettivo è quello di mettere insieme, di intrecciare, di far dialogare voci diverse e di aprirsi al territorio.

EN è il concetto giapponese di margine, contorno, soglia. È il punto e il luogo di contaminazione tra interno ed esterno, da cui si innescano dialoghi e relazioni. Un Laboratorio Collettivo che mette insieme persone, età e spiriti diversi ma animati tutti da un comune desiderio di restituire alla comunità di appartenenza, in vari modi, competenze e apprendimenti maturati altrove.

E ciò che anima “Sette giorni per paesaggi” sono proprio le diverse modalità di sguardo: antropologico, architettonico, artistico, filosofico. Con la prospettiva del futuro: dal pensiero all’azione con ricadute sull’aspetto pratico e sulla progettualità attiva.

L’iniziativa “Sette giorni per Paesaggi” ha il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Piacenza e ha ricevuto il sostegno della Fondazione Piacenza e Vigevano.
Inoltre si è sviluppata in collaborazione con: Politecnico di Milano Sede di Piacenza, Liceo Classico “Melchiorre Gioia”, Corto&Fieno(Festival del Cinema Rurale), Concorto, Cosmonauti, Libreria Fahrenheit 451, Socità Canottieri di Calendasco, Il Quarto bb, Cervini Targhe Piacenza, Apogeo, Lo Fai Handmade Bar.

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