Misteri, anche l’inquietante esorcismo di Piacenza nell’ultimo libro del ricercatore Stefano Panizza – AUDIO

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La Trama Occulta. L’oscuro filo che lega demoni, fantasmi e alieni”. E’ il titolo dell’ultimo libro del ricercatore Stefano Panizza. Un ricercatore del mistero, questa è la definizione che più si addice a Panizza. In particolare misteri locali, magari geograficamente circoscritti ma non per questo meno significativi. Anzi, spesso più genuini perché raccontati da persone disinteressate alla fama e che non hanno nemmeno un motivo per cui mentire.

Persone che magari il termine “paranormale” nemmeno sanno cosa significhi, ma che in base alla propria esperienza di vita sanno di aver assistito a fenomeni poco spiegabili. Panizza, residente a Salsomaggiore, ha scritto due libri interamente dedicati ai misteri di Piacenza, elencati da alla A alla Z (giusto per dare un’idea di quanti enigmi nasconda il nostro territorio): “I misteri di Piacenza – Volume I” e “I misteri di Piacenza – Volume II”. Opera di ricerca simile ha dedicato anche alla provincia di Parma e a quella di Reggio Emilia.

Anche in questo suo ultimo libro “La Trama Occulta”, Panizza torna ad affrontare un inquietante mistero piacentino: già perché la nostra provincia ha ospitato uno dei più celebri casi di esorcismo mai documentati nella storia. Un caso risalente al 1920.

Vero conoscitore di quelle tradizioni nascoste e spesso oscure, Panizza gira l’Italia non solo per le sue “indagini” ma anche per conferenze e convegni, ritenuto uno degli autori più attendibili e intellettualmente onesti tra quelli in circolazione. Uno che non grida al disco volante alla prima luce avvistata in cielo, tanto per intenderci.

“Io mi definisco un ricercatore del mistero, cerco di studiare il mistero nella sua complessità. E per poter capire il mistero bisogna avere una visione d’insieme. Porto un esempio: un ufologo non può occuparsi solo di ciò che si nota nei cieli, ma deve conoscere anche altre materie, magari apparentemente lontane, come demonologia, spiritismo e quant’altro”.

Per me, poi, è importante toccare con mano. Quindi cerco sempre di andare alla fonte, raggiungere i luoghi dove certi episodi sono avvenuti. Specialmente quando tratto i misteri locali cerco di raccogliere storie di cui non si sa nulla. Amo pensare di essere, in questo modo, un custode di tradizioni destinate altrimenti ad andare perdute”.

E tra le storie raccontate da Panizza nel suo libro, una particolarmente inquietante riguarda proprio Piacenza, come detto.

Un avvenimento clamoroso, per come la vedo io. Un caso di esorcismo che risale negli anni ’20 del secolo scorso e che ha visto come teatro Santa Maria di Campagna. Ne parlo perché nel libro cerco di rispondere a una domanda: esiste un filo che lega i vari aspetti del mistero? Per cercare di arrivare a una conclusione, prendo in esame anche questo episodio di esorcismo citato persino dal compianto Padre Gabriele Amorth, uno dei più celebri esorcisti mai vissuti. Amorth considerava questo episodio piacentino un caso davvero importante, nel quale davvero il diavolo si manifestò in tutta la sua nefandezza”.

Una donna si rivolse a Padre Veronesi, cappellano del manicomio di Piacenza, perché aveva avuto strane manifestazioni a cui i medici non riuscivano a dare spiegazione. Da quel momento la donna venne sottoposta a numerosi esorcismi, fino a essere definitivamente liberata. La conclusione della vicenda, però, fu comunque drammatica: accadde qualcosa di straordinario, qualcosa che permette ancora oggi di dare il giusto valore (in senso negativo ovviamente) all’attività del demonio”.  

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