Le Storie di Confesercenti Piacenza, la Macelleria Equina Frigeri: lavoro, legame con il territorio e tradizione dagli anni 50 – AUDIO

Le Storie di Confesercenti Piacenza, la Macelleria Equina Frigeri: lavoro, legame con il territorio e tradizione dagli anni 50 AUDIO

Le Storie di Confesercenti Piacenza, la Macelleria Equina Frigeri una realtà importante dagli anni 50. Fabrizio Samuelli si è recato in via Calzolai per incontrare Giuseppe e Barbara Frigeri, padre e figlia, della omonima macelleria equina per ripercorrere insieme una storia di famiglia che attraversa le generazioni.

Le origini

Tutto ha inizio con il padre di Giuseppe, che si aggiudicò l’appalto per il trasporto delle carni dal macello di via Scalabrini alle macellerie piacentine. Da quel momento, oggi impensabile, prese forma una storia fatta di lavoro, tradizione e legame con il territorio.

Giuseppe racconta di avere tanti ricordi legati all’attività: “Quando ero adolescente andavo con mio papà in macello aiutarlo facendo quello che potevo. Poi quando ho finito le scuole Medie sono andato in macelleria perché volevo fare il macellaio da cavallo a tutti i costi. Inoltre ho sempre amato mangiare la carne da cavallo”.

Passione tramandata

Giuseppe ha aperto la sua prima attività all’età di 24 anni in via Scalabrini sulla piazzetta di San Paolo. Poi la passione è stata trasferita alla figlia Barbara: “Direi che si è trattato proprio di un passaggio del tutto naturale, perché da bambina quando uscivo da scuola mi fermavo in negozio da mia mamma e all’epoca, dal momento che non c’erano tante restrizioni, potevo stare al banco. Infatti lei mi affidava dei piccoli compiti con i clienti con cui aveva più confidenza e quindi ho imparato anche a dare il resto correttamente, a distinguere i vari pezzi di carne e soprattutto consigliarli meglio ai clienti“.

Oggi la macelleria equina è diventata un’attività di nicchia, con sempre meno esercizi specializzati. Ma a Piacenza il nome Frigeri continua a rappresentare un pezzo di storia e una tradizione profondamente radicata nel territorio. Barbara racconta anche come il consumo della carne di cavallo tenda a cambiare da una zona all’altra d’Italia, seguendo abitudini e tradizioni alimentari diverse.

“Cambia in ogni Regione. Noi Piacenza tendiamo a credere di essere tra i più grandi consumatori di carne di cavallo, invece ci sono delle realtà come la Puglia, la Sicilia, la Sardegna e il Veneto dove si registrano dei consumi nettamente superiori. È un’abitudine alimentare sicuramente complessa anche a livello mondiale perché per molte culture, tipo Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti si tratta assolutamente di un tabù. Invece ci sono paesi come il Giappone, che nessuno lo direbbe, ma anche il Belgio e la Francia, dove è una specialità veramente apprezzata e diffusa. Comunque ormai a Piacenza siamo in pochi. Infatti basta pensare che quando ha incominciato mio padre c’erano 36 macellerie di cavallo, adesso siamo in 5”.

Pochi mesi fa il dibattito sulla macellazione dei cavalli è giunta in Parlamento

Per la prima volta, è stata esaminata una proposta di legge che puntava a vietarne la macellazione e l’utilizzo a fini alimentari. Si trattava della proposta presentata dalla deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. Una norma che non è passata, tanto che in molti si sono mobilitati per sostenere anche la Macelleria Frigeri.

“E’ una proposta criticabile sotto tanti punti di vista perché se sosteniamo il diritto degli animali a non essere mangiati allora la norma andrebbe applicata con coerenza a tutti gli animali, senza creare divisioni tra serie A e serie B. Quindi cosa ci basiamo? Solo sull’estetica o sul coinvolgimento emotivo? No. Quindi a questo proposito gran parte dei macellai d’Italia si è riunita creando la FEI che sarebbe la Filiera Equina Italiana che nasce proprio con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il nostro settore. Comunque contro al proposta di legge c’è stata un’ondata di protesta spontanea perché i piacentini si sono ribellati per difendere una cultura alimentare radicata e legata alle nostre tradizioni”.

Barbara Frigeri spiega che la carne di cavallo è magra e nutriente, apprezzata soprattutto per il contenuto di ferro e proteine. È inoltre una fonte di vitamine del gruppo B e di minerali come potassio, fosforo e zinco, caratteristiche che la rendono un alimento consumato da diverse fasce d’età.


Per quanto riguarda la provenienza, circa l’80% della carne equina arriva dall’estero, in particolare da Paesi come Polonia, Romania e Francia. Si tratta, spiega Barbara, di cavalli nati e allevati in strutture agricole specifiche, destinati alla produzione alimentare.

La Macelleria Frigeri si trova in Via Calzolai 101, una zona molto bella ed evocativa dove si trova anche un negozio di antiquariato, ed è aperta dal lunedì al sabato dalle ore 6.30 alle 13.30.

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