Operatori della cultura, il grido d’allarme: “Stiamo morendo per mancanza di lavoro e non è più solo una metafora” – AUDIO

Anche Piacenza presente alla manifestazione “Torniamo a fare spettacolo”. I sindacati e gli operatori del settore cultura e spettacolo, a un anno dall’inizio della pandemia, tornano a chiedere la “programmazione delle riapertura dello spettacolo dal vivo e del cinema; ovviamente con protocolli sanitari e stringenti, indennità e ristori per accompagnare il settore fuori dalla crisi. Ma anche la ridefinizione delle modalità di finanziamento al settore (Fus), investimenti attraverso il Recovery plan, una riforma legislativa per garantire diritti e tutelare i lavoratori dello spettacolo”.

Queste sono alcune delle rivendicazioni che Slc Cgil sta portando avanti sia a livello locale che nazionale; rivendicazioni sfociate nelle manifestazioni (virtuali) organizzate in tutta Italia, oggi, 23 febbraio.

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Non sono mancati gli interventi dei lavoratori del settore (attori, scenografi, costumisti, direttori della fotografia, ballerini, generici, lavoratori degli esercizi cinematografici, tecnici, maestranze).

“Il ministro Franceschini ha dichiarato che cinema e teatri sono luoghi sicuri, allora si faccia presto. Perché i lavoratori stanno morendo per mancanza di lavoro, e non è più solo una metafora”. Questo il commento di Antonio Rossa, del sindacato SLC CGIL Emilia Romagna.

“Un anno di sofferenza”

“Il 23 febbraio 2020 iniziava per l’intero mondo della Cultura un anno di profonda sofferenza”, lo ricorda spiega Stefania Pisaroni. “Il tutto con onseguenze gravissime sull’occupazione e sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie. Un anno dopo volgiamo dare visibilità e testimonianza al settore tutto, per alzare i riflettori sui rischi che il prolungarsi della pandemia; ma soprattutto delle conseguenze gravi che potrebbero determinare chiusure definitive di teatri e cinema e la perdita di posti di lavoro e di molte professionalità importanti in tutti i comparti, torniamo a parlare di spettacolo e cultura”.

“La Categoria SLC ha strutturato delle proposte di riconoscimento di rafforzamento del welfare specifico; oltre che di semplificazione burocratica che in larga parte sono state presentate con proposte di legge in Parlamento. Vogliamo essere dalla parte giusta, di chi lavora, di chi lotta per un lavoro dignitoso con diritti, tutele e prospettive concrete” spiega ancora Pisaroni.

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