Turismo nel 2020 alla luce del Covid, negli hotel crollo degli arrivi del 57%

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La rivista Piacenz@ (www.piacenzaeconomia.it) presenta un’analisi dei dati riferiti al turismo piacentino per il periodo gennaio-dicembre 2020.

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I dati relativi ai flussi turistici in provincia di Piacenza a consuntivo del 2020, l’anno della pandemia da COVID-19, confermano sostanzialmente la dinamica fortemente negativa già osservata nella prima parte dell’anno e della quale si è dato conto nel precedente numero di Piacenz@ relativo al primo semestre, dinamica che incorpora comunque i miglioramenti intervenuti nei mesi estivi a seguito dell’allentamento del lockdown.

Il 2020 registra in particolare per il turismo piacentino, a confronto con quello regionale e delle province limitrofe, una certa resilienza a livello di pernottamenti complessivi (-42% sul 2019 contro il -45% medio dell’Emilia-Romagna), meno con riferimento agli arrivi dei turisti (-55% contro -51%), anche se il dato risulta migliore rispetto a quello delle altre province emiliane. In questo contesto appare inoltre evidente il notevole recupero delle aree a forte vocazione turistica della Romagna, pesantemente penalizzate invece nella prima fase (come anche riportato nel n. 38 di Piacenz@).

Andando ad analizzare i dati, nel 2020, per il complesso degli esercizi ricettivi, gli arrivi sono stati 121.134, in calo rispetto al 2019 del 55,4% (circa 150mila in meno), mentre le presenze si sono attestate a 309.808, anch’esse in diminuzione sull’anno precedente ma ad un ritmo inferiore, -41,9% (circa 225mila in meno). Aumenta di conseguenza la permanenza media dei turisti, da 2 giornate nel 2019 a 2,6 nel 2020 (+30,1%).

Arrivi e presenze turistiche in provincia di Piacenza, anno 2020 e variazione % su 2019.

Rispetto a questo andamento complessivo, si possono comunque osservare significative differenze della congiuntura tra i vari comparti, come evidenziano in particolare la forte flessione del settore alberghiero e della domanda estera, in contrapposizione alla maggior tenuta dell’extralberghiero e della domanda domestica.

Negli esercizi alberghieri, infatti, sono stati rilevati 90.494 arrivi e 179.014 presenze, i primi in calo sul 2019 del 57,1%, le seconde invece del 49,6%, e con la permanenza media in aumento da 1,7 a 2 giornate. Negli esercizi “extra-alberghieri” d’altra parte, sono stati registrati 30.640 arrivi, in flessione rispetto all’anno precedente del 49,5%, e 130.794 presenze, in questo caso in diminuzione “appena” del 26,7%, mentre la permanenza media sale da 2,9 a 4,3 giorni. Dal punto di vista invece della provenienza, mentre i turisti italiani contengono le perdite ad un -49,4% a livello di arrivi e ad un -33,9% a livello di presenze, i turisti stranieri – a causa degli impedimenti agli spostamenti internazionali dovuti alle norme di protezione dal virus messe in campo nei vari paesi – calano invece del 70,3% nel primo caso, e del 64,5% nel secondo. Anche in questi casi, essendo la riduzione dei pernottamenti inferiore a quella degli arrivi, la permanenza media registra un aumento su entrambi i fronti, portandosi a 2,7 giornate per gli italiani e a 2,2 per gli stranieri.

I grafici sotto riportati relativi all’andamento mensile delle presenze nel 2020 a confronto con quelle del 2019 sono molto eloquenti nel mostrare l’impatto della pandemia sul turismo piacentino nel corso dell’anno, un periodo caratterizzato da variazioni negative comprese tra il 75-85 per cento tra marzo e maggio, la fase iniziale e più cruenta della pandemia, da un alleggerimento della pressione (con tassi tra -20 e -30 per cento) tra luglio e ottobre a seguito del miglioramento della situazione epidemiologica e dell’allentamento delle misure restrittive, e da una ripresa degli effetti della crisi in corrispondenza con la seconda ondata pandemica di novembre e dicembre.

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