Africa Mission, macchinari e vestiario inviati in Uganda: materiale per 38 tonnellate

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Un trattore e un dissodatore sono stati spediti insieme a vestiario, materiale meccanico mulini agricoli. L’appello del direttore Ruspantini: “Materiale infortunistico per i perforatori dei pozzi”

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Quasi 38 tonnellate fra vestiario, materiale meccanico, mulini agricoli e persino un trattore con dissodatore. È quanto Africa Mission Cooperazione e Sviluppo ha inviato con due container in Uganda nei giorni scorsi: nello specifico sono stati spediti 37 tonnellate e 695 chili di materiale destinato sia ai progetti che il Movimento segue direttamente sia a quelli che realizza in collaborazione con altre realtà locali.

“Abbiamo inviato vestiario e materiali necessari al Centro Giovani e all’asilo di Moroto – spiega il direttore Carlo Ruspantini – oltre ai pezzi di ricambio per i mezzi di perforazione dei pozzi, dei mulini agricoli necessari al progetto del Training Centre di Alito e infine un trattore e un dissodatore che ci sono stati donati da Ipsia del Trentino. Altro materiale è destinato invece alla scuola che il padre salesiano Danilo Losjak sta costruendo in Uganda, alle attività pastorali della diocesi di Moroto portate avanti dal vescovo Damiano Guzzetti e al sostegno dei poveri di cui si occupano suor Bruna Barollo a Kangole, suor Giovanna Calabria a Gulu e suor Maria Marrone in Karamoja”.

Il carico dei container è avvenuto qualche giorno fa nella sede piacentina di Africa Mission e ha visto impegnata una decina di volontari.

“Il nostro grazie va a tutte le persone che ci hanno aiutato in questo grande sforzo di solidarietà – dichiara Ruspantini – i giorni dedicati al carico dei materiali sono stati un’occasione per tendere concretamente una mano alla popolazione ugandese, ma anche per condividere il percorso di solidarietà che da quasi cinquant’anni Africa Mission Cooperazione e Sviluppo sta portando avanti nel continente africano”.

Infine un appello: “In Uganda i nostri collaboratori, impegnati nella perforazione dei pozzi per l’acqua potabile e nella loro riabilitazione, necessitano di materiale antinfortunistico – conclude Ruspantini – abbiamo bisogno inoltre di attrezzature e materiali per officine meccaniche e carpenterie metalliche, come trapani, torni, saldatrici, chiavi di vario tipo, smerigliatrici, sollevatori. Facciamo appello quindi alle imprese locali che producono e commercializzano materiale antinfortunistico e a chi ha dismesso attrezzature per officine meccaniche o carpenterie: ci interessano rimanenze di magazzino o anche materiale usato ma in buono stato di funzionamento”.

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