Accolgono gli animali delle vittime Covid e controllano le colonie, l’appello di Angeli Randagi: “Il lockdown ci impedisce di intervenire” – AUDIO

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“Purtroppo abbiamo finito i fondi. Ci dispiace perché facciamo tanto ma purtroppo le donazioni sono molto poche. Il veterinario ci ha concesso un po’ di tempo per pagare. Il cibo sta finendo in tanti ci avevate chiesto aiuto per andare. Sfamare colonie anche molto lontano. Alcune delle nostre volontarie stanno facendo solo quello per assicurare cibo a tutti”. E’ l’allarme lanciato dall’associazione Angeli Randagi.

Inoltre Angeli Randagi sta accogliendo e si sta prendendo cura di quegli animali domestici che hanno perso il padrone a causa del coronavirus.

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“Interveniamo anche a domicilio per portare medicinali ai padroni che necessitano di farmaci per i propri amici a quattro zampe e che non possono uscire essendo in quarantena”. Lo spiega Enrica, volontaria di Angeli Randagi.

“Abbiamo aperto una raccolta fondi o una raccolta cibo e potete trovare tutte le informazioni sulla nostra pagina facebook“.

Inoltre l’associazione chiede maggiore libertà di movimento e un isolamento meno restrittivo per poter soccorrere animali randagi e poter monitorare le colonie: “Quanti micetti che moriranno perché nessuno li ha visti; quanti cani persi abbandonati che nessuno può andare a cercare perché siamo rinchiusi. Quanti gatti si riprodurranno rendendo vano il nostro lavoro di anni. Quante adozioni mancate a causa del blocco . la maggior parte del nostro operato non è’ a contatto con persone ma solo con animali. Le precauzioni le conosciamo bene sappiamo come comportarci! Non possiamo più aspettare”.

Angeli randagi nasce l’11 Luglio 2013 da un gruppo di volontari con un amore viscerale per cani, gatti ed animali in genere. L’associazione non riceve alcuna sovvenzione da enti pubblici ma si finanzia autonomamente attraverso banchetti di vendita promozionale eventi e offerte di privati. Ora l’associazione sta appunto vivendo un momento difficile: i volontari non possono scendere in strada per raccogliere sostegno e adesioni, questo ha causato una brusca frenata al loro lavoro.

“Non potendo fare banchetti non possiamo fare altro. Il cibo lo ordiniamo via internet e lo facciamo arrivare direttamente alle volontarie che ne hanno bisogno . Tra poco partoriranno anche le gatte (due lo hanno già fatto) avremo bisogno di tanto cibo kitten e non ne abbiamo quasi più. Senza contare che stiamo spendendo tanto per le lettiere. Anche se comperiamo quelle più economiche: chiediamo aiuto in un offerta. Ci stiamo già tutte autotassando più di così non sappiamo cosa fare”.

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