De Micheli (Pd): “La flat tax della destra ingiusta e pericolosa, noi proponiamo stipendi più alti”

“Distribuire parti uguali tra disuguali è la più grande operazione di ingiustizia che si possa fare. Lo diceva Don Milani ed è la migliore descrizione possibile della ricetta fiscale che vuole la destra per l’Italia, la flat tax”. Lo afferma la deputata del Partito Democratico Paola De Micheli, candidata capolista alla Camera nel collegio Emilia Ovest.

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“Non solo non funziona a livello economico, ma la flat tax è profondamente ingiusta perchè aumenta le disuguaglianze ai danni dei redditi medi e bassi, la gran parte della platea dei contribuenti piacentini e italiani. Circa i due terzi dei 76mila contribuenti di Piacenza hanno infatti un reddito Irpef inferiore ai 26mila euro annui, con la flat tax per queste persone il risparmio sulle tasse sarebbe marginale, a fronte della necessità da parte dello Stato di tagliare servizi e contributi in maniera sensibile e socialmente pericolosa. La destra non è nemmeno d’accordo sulla forma che prenderà la proposta: per Salvini 15%, per Berlusconi 23%, mentre Meloni vorrebbe un’aliquota fissa di 15% che si applichi solamente agli aumenti di stipendio. In particolare nel modello proposto dalla Lega il risparmio ci sarebbe soprattutto per le fasce medio alte con entrate superiori ai 40mila euro”. 

“Abbiamo un’altra visione del lavoro e della lotta alle disuguaglianze – afferma De Micheli – per questo la proposta del Partito Democratico riduce le tasse nella busta paga dei dipendenti e va incontro in maniera concreta anche agli autonomi e alle partite Iva. I lavoratori che guadagnano meno di 30mila euro lordi potranno trovare un mese di stipendio in più. Per i lavoratori autonomi per la prima volta istituiremo un modello di assistenza con il fondo inserito nella legge di bilancio 2022 a sostegno delle partite Iva che hanno subito una forte riduzione del fatturato”. 

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