Emergenza sanitaria, la donazione di sangue non può fermarsi: “Criteri per la massima sicurezza” – AUDIO

La sottosezione Avis di San Lazzaro Piacenza festeggia 40 anni di fondazione il 20 settembre con una serata musicale

“Dopo una settimana di calo nelle donazioni, la situazione ora si è stabilizzata. Ci stiamo adattando all’emergenza Coronavirus, anche perchè è diminuita la richiesta”. Leonardo Fascia, presidente provinciale di Avis, traccia il bilancio delle donazioni in questo difficile periodo.

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“E’ importante seguire le procedure delle chiamate che fa Avis provinciale. Stiamo seguendo le norme del Centro Nazionale Sangue e ora stiamo implementando un pre-triage telefonico. Il donatore viene contattato tramite sms come al solito. A ciò seguirà un contatto telefonico durante il quale al donatore verranno poste alcune domande: quesiti mirati a capire se il donatore ha sintomi sospetti oppure no. Non per mancanza di fiducia, ma perché magari il volontario non si accorge di alcuni dettagli o non ci pensa: non deve presentare infatti nemmeno un leggero raffreddore e non deve aver frequentato luoghi a rischio”.

“Anche appena prima della donazione, il volontario viene sottoposto a un secondo questionario e gli viene provata la febbre. Tutto questo rende la donazione un’operazione sicura. Anche nel centro prelievi si entra uno alla volta. Le donazioni non si possono sospendere, ma vengono fatte secondo criteri precisi”.

Per spostarsi è imporante avere con sé il tesserino Avis e scaricare dal sito del Ministero dell’Interno un modulo che il donatore dovrà esibire se dovesse essere fermato nel tragitto da casa al punto di prelievo.

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