Coronavirus, ancora sindaci colpiti: positiva Lucia Fontana, in quarantena Ludovico Albasi

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“Avendo da ieri febbre elevata, ho provveduto a contattare l’AUSL di Piacenza che ha disposto la mia quarantena in attesa di effettuare il tampone per il COVID-19. Sarà mia premura tenere informati tutti in merito agli sviluppi”. Lo scrive il sindaco di Travo, Ludovico Albasi.

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“In questo momento in cui le normative ministeriali definiscono anche per la Provincia di Piacenza una maggiore soglia di attenzione e l’inserimento in zona di grande sorveglianza sono a chiedere a tutti una maggiore collaborazione e senso di responsabilità”.

“Non riesco ad esprimere l’amarezza per questa quarantena che mi impedisce di essere presente in questo momento così difficile per il nostro Comune e per l’intera Nazione ma vi garantisco che resterò in collegamento con i colleghi Amministratori e con i dipendenti per garantire la gestione dei servizi e dell’emergenza COVID-19”.

Positiva Lucia Fontana, sindaco di Castel San Giovanni

Positivo invece il sindaco di Castel San Giovanni, Lucia Fontana. Anche Fontana utilizza i social network per raggiungere in maniera capillare più cittadini possibile.

“Dopo un breve periodo di autoisolamento che mi sono precauzionalmente imposta, oggi è arrivato l’esito del tampone di alcuni giorni fa: sono stata anch’io contagiata dal Coronavirus. Sento ora più che mai il dovere di parlare a tutti i miei concittadini. Le ultime due sono state settimane di lavoro intensissime per mantenere costanti contatti con la Prefettura, l’Azienda Sanitaria, il nostro ospedale, con tutti gli altri sindaci della Provincia, i miei assessori e i dipendenti comunali, con i rappresentati di tutte le categorie e direttamente con tanti di voi. Lavoro intenso e sotto stress perché è inutile negare che nessuno di noi amministratori era preparato ad affrontare una simile emergenza”.

“Da quando vivo isolata, ho qualche problema in più per organizzare la mia vita (e ahimé quella dei miei famigliari); non mi sono più sufficienti nemmeno due batterie del cellulare al giorno. Ma solo così è possibile avere una visione chiara dell’evolversi della situazione, della sua gravità e dell’assoluta importanza che assume il comportamento responsabile di ognuno di noi.

Tutti conosciamo almeno un medico: magari lo è un nostro genitore, o un nonno, o un figlio, o anche solo un amico. Chiedete a lui quale battaglia stanno oggi combattendo medici e infermieri. L’ho personalmente constatato visitando il nostro ospedale: un ambiente con persone eccezionali, serene e determinate pur lavorando in condizioni di costante emergenza. Se oggi sembrano pesarvi alcuni decreti o ordinanze, che indubbiamente limitano le nostre libertà e incidono negativamente sule nostre attività, pensate a loro.

Noi tutti dobbiamo aiutarli per evitare che il sistema sanitario collassi. E allora più che guardare alla lettera di decreti e ordinanze, magari per individuare una smagliatura della quale approfittare, oggi è importante coglierne lo spirito; cambiate temporaneamente stile di vita, rispettate le norme e tutto ciò che il mondo medico ci chiede.

Lo dobbiamo a quelli che oggi rappresentano la nostra parte migliore, lo dobbiamo appunto a medici e infermieri che lottano negli ospedali, in prima linea contro un nemico forte e subdolo. Glielo dobbiamo sotto l’aspetto civico, ma direi anche e soprattutto morale. Quanto a me nessun problema: non ho sintomi e sono comunque serena, preparata e come sempre…..positiva (passatemi la battuta).

Distribuirò le deleghe tra i miei assessori, ma questa epidemia voglio seguirla in prima persona. State tranquilli che dovrete sopportarmi ancora per oltre quattro anni; uniti rilanceremo la nostra vita sociale e la nostra economia; ci riapproprieremo di quella normalità quotidiana che, passati questi mesi così duri, ci apparirà straordinaria. Tutto a tempo debito.

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