La Fondazione compie trent’anni, un prestigioso calendario di eventi all’ex convento di Santa Chiara: “Prima della sua importante riqualificazione” – AUDIO

L’ex convento di Santa Chiara al centro di un illustre programma di eventi per celebrare il 30esimo anniversario della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Da sabato 30 aprile, l’ex convento si apre dunque alla città tra iniziative culturali e visite guidate. Visite che offriranno ai piacentini, e non solo, l’opportunità di entrare in questo luogo suggestivo da tempo chiuso al pubblico, per scoprirne la storia millenaria. Una scelta non casuale, anche perché Santa Chiara è al centro di uno dei più importanti progetti in cantiere: a breve infatti partiranno i lavori che renderanno la struttura un punto di riferimento per gli studenti. Studenti coinvolti attivamente attraverso la Consulta: saranno proprio loro a portare idee e proposte in merito alla destinazione d’uso specifica per ogni ambiente. Nel frattempo, come detto, da giugno Santa Chiara ospiterà un ricco cartellone di eventi con artisti di fama nazionale e internazionale: da Fabio Concato a Peppe Servillo, passando per Markus Stockhausen e Samantha Fish. Un calendario ancora work in progress al quale hanno contribuito le varie anime della cultura piacentina: per ora le date sono 16, ma altre si aggiungeranno nelle prossime settimane.

Non solo musica e teatro: tra gli ospiti infatti sono in programma anche Daria Bignardi e Dacia Maraini che saranno protagoniste di due aperitivi letterari.

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“La Fondazione ha scelto di collegare i festeggiamenti del proprio trentennale all’ex convento di Santa Chiara, eleggendolo a luogo simbolo del passato e del futuro dell’ente”, ha detto Roberto Reggi, presidente della Fondazione.

“Dopo essere entrato a far parte del patrimonio immobiliare nel 2004, il complesso ha visto anni di passaggi burocratici, studi tecnici e ipotesi di utilizzo. A breve sarà oggetto di un progetto di recupero i cui dettagli saranno illustrati nei prossimi mesi e che sarà destinato a ridisegnare una porzione importante della città”.

Rivolgo a tutti l’invito a scoprirlo e a viverlo e in particolare ai giovani, perché è a loro che, dopo la riqualificazione, questo luogo apparterrà: come luogo trasversale di accoglienza, per universitari e anche per persone con fragilità».

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