Smart working: i rischi della rete quando lavori da casa

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La pandemia di Covid-19 ha letteralmente stravolto le nostre vite e il nostro sistema di lavoro, dando una spinta forte verso la digitalizzazione. Da più di due anni ormai molte aziende si sono convertite allo smart working, consentendo ai propri dipendenti di lavorare da casa. Una tendenza, questa, che sembra voler durare anche in futuro, non solo per le incertezze ancora presenti sulla diffusione del virus, ma anche perché lo smart working si è rivelato una soluzione vantaggiosa sia per i lavoratori che per le aziende.

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Ovviamente, questo cambiamento nel modo in cui lavoriamo tramite PC non poteva passare inosservato agli hacker, che hanno intuito da subito i punti deboli che le reti casalinghe possono avere e ne hanno approfittato, adattando le loro modalità di attacco. Vediamo quindi quali sono i rischi concreti che si corrono quando lavoriamo da casa e come prevenire incursioni poco gradite nei nostri sistemi.

Gli attacchi informatici più frequenti nel lavoro da remoto

Il tallone d’Achille dello smart working è la rete: è da qui che hacker e virus di ogni tipo accedono ai nostri computer e sistemi. La soluzione più immediata e a più ampia copertura consiste, in prima battuta, nell’utilizzo di una VPN online. Le Virtual Private Network sono delle reti private che creano un canale di collegamento parallelo a quello standard ma, a differenza di quest’ultimo, non sono né visibili né decriptabili. 

Oltre a una VPN, ci sono accorgimenti di diverso tipo che possono aiutare a rafforzare la sicurezza della rete durante lo smart working:

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  1. Utilizzare un antivirus è il livello minimo necessario per proteggere il proprio PC da attacchi di ogni tipo, come malware, pishing, DDoS, etc. A seconda poi del tipo di PC puoi valutare quale antivirus sia più adatto: alcuni infatti possono risultare troppo “pesanti” per il computer e rallentarne il funzionamento.
  2. Rafforza le password e aumenta l’utilizzo di sistemi di autenticazione. Le password vanno aggiornate spesso, rese complicate da prevedere (evita quindi di formarle con il tuo nome e la tua data di nascita) e differenziate (non la stessa password per 10 portali!). I sistemi di autenticazione, come quello a 2 fattori, sono un valido aiuto per stornare i tentativi di accesso degli hacker: impiegare qualche secondo in più per accedere può prevenire problemi non da poco conto!
  3. Evita di usare più dispositivi per il lavoro. Se utilizzi principalmente un PC fisso, evita la tentazione di connetterti dal tuo portatile per poter lavorare più comodamente dal divano. Maggiori sono i punti di accesso, più elevato è il rischio che gli hacker riescano a introdursi.
  4. Attenzione alla videocamera, anch’essa un accessorio fondamentale per lavorare in team da remoto. Se la webcam è integrata, non è difficile per gli hacker collegarsi e “spiare” letteralmente il contenuto del tuo PC, inclusi documenti e dati privati. Per evitare l’intrusione di questo Grande Fratello, potresti optare per una videocamera separata da PC, in modo da poterla facilmente rimuovere quando non la usi ed evitare gran parte del problema.
  5. Anche i ritmi di lavoro e la stanchezza possono minare la sicurezza della rete. Diversamente da come si pensava all’inizio, la produttività del lavoro da casa è alta, e la stanchezza non tarda a farsi sentire. Basta poco per compromettere la sicurezza della rete. Inviare un’e-mail a un indirizzo sbagliato, cliccare su “Scarica” o “Accetta” quando ci viene proposto di scaricare un software o consentire le notifiche di un sito: piccoli errori che possono portare conseguenze non indifferenti.
  6. Ricordati di attivare sempre le notifiche per gli accessi effettuati da computer o indirizzi IP non riconosciuti e di far eseguire gli aggiornamenti. Questi ultimi spesso sono un incubo per chi lavora da PC, perché comportano l’interruzione dell’attività e un’attesa snervante prima di poter ricominciare ad occuparsene. La maggior parte degli “update”, tuttavia, è finalizzata ad aumentare il livello di sicurezza del dispositivo, quindi vale la pena fermarsi e magari approfittarne per fare una piccola pausa. 
  7. Utilizza sempre un metodo di archiviazione fisico dei tuoi file: se usi un cloud, effettua un back up giornaliero. Oltre a questo, salva i documenti su almeno due supporti esterni fisici (anche un hard drive o una USB). In caso di virus, non correrai il rischio di perdere i tuoi documenti (e di dover pagare per riottenerli).

Per avere un’idea dell’incidenza degli attacchi informatici quando si lavora in smart working è sufficiente leggere qualche numero. Secondo quanto riportato dal report di Velocity Smart Technology Market Research del 2021, il 70% dei lavoratori in smart working ha avuto problemi di sicurezza informatica e il 54% di loro ha atteso fino a tre ore prima di vederli risolti. Da febbraio 2020, le e-mail di pishing sono aumentate di oltre il 600%. Informazioni che costituiscono un campanello d’allarme forte e chiaro ma che non devono provocare un panico eccessivo, dal momento che sono a nostra disposizione numerose modalità per difenderci. 

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