Un prezioso bracciale in oro, opera dell’artista Rayan Lynch, donato ai Musei Civici di Palazzo Farnese

Una cerimonia breve ma ricca di contenuti, quella cha ha avuto luogo stamani a Palazzo Farnese nella Sala del Plastico. Presenti l’assessore alla Cultura Christian Fiazza e Rayan Lynch, orafo piacentino che ha voluto donare ai Musei Civici un bracciale in oro e lapislazzuli afgani blu, che simboleggia la storia della famiglia Farnese e della vignolesca mole: “E’ mio desiderio donare questo lavoro alla comunità”, ha detto Lynch, spiegando che “si tratta di un’opera costituita da quindici anelli che rappresentano i personaggi all’interno del giglio farnesiano con una piccola sfera alla base che simboleggia Papa Paolo III Farnese. Ho voluto lasciare incompiuto il grande lapislazzulo afgano, proprio come Palazzo Farnese, con solo tre facce levigate che simboleggiano i tre petali del giglio. Insomma, un lavoro che mi ha dato soddisfazione e che ho realizzato con tanta passione perché voglio che resti a futura memoria in queste splendide sale”. Lynch, che è il nome d’arte di Massimiliano Cremonini, interpreta l’arte orafa seguendo le tecniche del cesello e del filo ritorto utilizzato in laboratorio e molti suoi gioielli sono caratterizzati da una forte matrice bizantina.

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L’assessore Fiazza, nel ringraziare l’artista per il gesto e per la generosità dimostrata, ha sottolineato come questo gioiello potrebbe essere il logo di Palazzo Farnese per il terzo millennio: “Lynch, che ringrazio di cuore, è un grande artista visionario dotato di estro con una vena senza uguali, in grado di creare con oro e pietre preziose delle vere e proprie opere d’arte. Il fatto di avere ospitato, poche settimane fa, le sue opere proprio nel Palazzo, mi inorgoglisce, in quanto la mostra ha segnato per tanti aspetti l’evoluzione della sua poetica legata alla trasformazione dei metalli in pietre preziose. Un corpus di opere che ha spaziato dalla scultura all’installazione, in cui l’oro ha avuto un ruolo simbolico del tutto particolare. Penso proprio che questa opera avrà un ruolo attivo nell’iconografia farnesiana, in pratica il nuovo simbolo di una storia pluricentenaria”.  

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