Test d’italiano pilotati, CasaPound: “L’immigrazione si conferma business”

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Test d’italiano pilotati. “Un caso non isolato, dal momento che il business dell’immigrazione presenta, tra gli altri, anche questo lato”. Così Pietro Pavesi, responsabile provinciale di CasaPound. Pavesi commenta la notizia dell’arresto della donna piacentina coinvolta in un giro di mazzette e permessi di soggiorno. Giro che le fruttava dai 450 ai 700 euro a persona.

“Somme notevoli – ribadisce – se pensiamo alla propaganda che sostiene che l’arrivo degli immigrati sia dovuto al fine di scappare da guerre e povertà. Gli indagati sono in tutto 25. Mentre gli stranieri coinvolti oltre seimila. E ancora c’è chi vuol negare che l’immigrazione sia un business. Chi sostiene che la campagna immigrazionista non sia per fini di lucro, ma per «umanità»”. Continua Pavesi parlando dei test d’italiano truccati.

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“CasaPound sin da subito – conclude Pavesi – si è schierata contro questo traffico di esseri umani, ancor prima che la miccia fosse definitivamente accesa. Invitiamo istituzioni e forze dell’ordine a continuare nel loro lavoro affinchè si faccia sempre più luce su questo business. Consapevoli che gli italiani, in larga parte, non credono più alla storie raccontate da media mainstream e benpensanti vari”.

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