Uscire senza giustificazione o con autocertificazione falsa, si rischia grosso: la parola all’avvocato – AUDIO

Cosa si rischia a uscire di casa senza giustificazione in questo periodo di chiusura e restrizioni? Cosa si rischia se vengo fermato dalle forze dell’ordine e non posso giustificare il mio spostamento? Lo abbiamo chiesto all’avvocato Francesca Cilli. Innanzitutto bisogna distinguere due circostanze: chi non riesce a giustificare in maniera efficace il proprio spostamento, e chi compila il modulo di autocertificazione con informazioni false.

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Chi esce senza giustificazione

“Facendo riferimento al Decreto del presidente del consiglio dei ministri, l’articolo 4 dice che la violazione degli obblighi previsti dal decreto è punita ai sensi dell’articolo 650 del codice penale. Questo articolo 650 prevede un’ammenda o l’arresto fino a tre mesi“.

Per una persona incensurata, quindi, potrebbe apparire poca cosa, ma non è così come spiega Cilli. “Trattandosi di ammenda, costituisce un precedente iscrivibile nel casellario giudiziale“. In sostanza si tratta di un reato che potrebbe anche sporcare la fedina penale.

Chi fornisce una giustificazione falsa

“Diverso è il discorso per chi fornisce una giustificazione falsa. In questo caso il rigore penale è più rilevante nel senso che deriva dalla normativa sull’autocertificazione. Il rilascio di un’autocertificazione mendace è punita ai sensi dell’articolo 483 del codice penale, che prevede la reclusione fino ai due anni”.

Gli esercizi commerciali che non rispettano il decreto

“Chi non rispetta le prescrizioni rischia la chiusura dell’attività da 5 a 30 giorni. Ovviamente verrà applicata nel momento in cui il decreto cesserà il proprio effetto e le attività riapriranno: si capisce quindi l’impatto di questo provvedimento”.

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