La nuova organizzazione per l’accesso allo Sportello Unico della Casa della Comunità di piazzale Milano rischia di creare nuove difficoltà proprio alle persone più fragili. È quanto denunciano Cgil, Cisl e Uil di Piacenza in una lettera inviata alla Direzione dell’Ausl, chiedendo di rivedere le modalità introdotte a partire da oggi, 24 agosto.
Con il nuovo sistema, infatti, per accedere ai servizi dello Sportello Unico sarà necessario prenotare un appuntamento attraverso ZeroCoda.
«Comprendiamo l’esigenza di migliorare l’organizzazione di un servizio caratterizzato quotidianamente da un afflusso molto elevato, con attese prolungate e situazioni di affollamento – sottolineano le tre Confederazioni – ma non si può ignorare che una parte importante dell’utenza è composta da anziani, persone fragili, cittadini privi di strumenti tecnologici o che possono avere difficoltà a utilizzare un sistema digitale di prenotazione».
Per Cgil, Cisl e Uil il rischio è quindi quello di introdurre, nel tentativo di rendere più efficiente il servizio, una barriera ulteriore nell’accesso alla sanità pubblica, penalizzando proprio chi ha maggiormente bisogno di assistenza.
«Parliamo di cittadini che hanno nel Servizio sanitario pubblico un punto di riferimento essenziale e che devono poter accedere senza ostacoli alle prestazioni cui hanno diritto. La digitalizzazione può migliorare i servizi, ma non può diventare un fattore di esclusione».
Da qui la richiesta all’Ausl di introdurre un sistema misto di accesso agli sportelli, mantenendo accanto alla prenotazione tramite ZeroCoda anche la possibilità di accesso diretto per chi non è in grado di utilizzare gli strumenti digitali.
Una modalità, ricordano Cgil, Cisl e Uil, già adottata in altri servizi sanitari piacentini, come il Centro Prelievi del Presidio ospedaliero di Piacenza e la Farmacia ospedaliera per la distribuzione diretta dei farmaci.
«Chiediamo quindi all’Ausl di riconsiderare le disposizioni assunte e di garantire una modalità di accesso che tenga conto delle diverse condizioni dell’utenza. Innovare e organizzare meglio è necessario, ma nessuno deve essere lasciato indietro, soprattutto anziani e persone fragili».
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