Bimbo con in mano il telefonino nella pubblicità, non è “Ok” per Daniele Novara: Agghiacciante, siamo al limite di tutto – AUDIO

Radio Sound Party

Bimbo con in mano il telefonino nella pubblicità, non è per niente ok per Daniele Novara: “E’ agghiacciante, siamo al limite di tutto” - AUDIO

Bimbo con in mano il telefonino nella pubblicità, non è per niente ok per Daniele Novara: “E’ agghiacciante”. E’ scoppiata una forte discussione per il cartellone che mostra un piccolo di circa due anni con un smartphone tra le mani e la frase: “Tutto ok, è iPhone”.

Quando mi è arrivata la vocespiega il noto pedagogista piacentino ospite a Radio Sound ho chiesto ai miei collaboratori se si trattasse di una fake news, ma invece mi è stato confermata l’esistenza di questo cartellone. Si tratta di una pubblicità che propone l’idea che un bambino, più o meno tra i due e i tre anni, possa accedere liberamente a un smartphone senza alcun problema.  Siamo al limite di tutto.

E’ una battaglia al contrario delle vostre tante iniziative

Certo! Evidentemente le piattaforme che hanno ormai un potere enorme, superiore anche allo stesso potere politico. Il mio è invece un invito a ribellarsi. In particolare ai genitori di non accettare di consegnare i loro bambini a queste piattaforme senza scrupolo che sono interessate solo a fare business.

Gli esperti ritengono che questa pubblicità possa essere stata una sorta di test per verificare le reazioni del pubblico. Secondo Daniele Novara, però, potrebbe esserci anche una precisa logica di marketing: suscitare una forte reazione e far parlare il più possibile della campagna.

Una provocazione mal riuscita?

I meccanismi del marketing sono molto, molto misteriosi, ma l’indignazione c’è stata. Bisogna capire l’intento dell’iniziativa perché è talmente fuori misura considerando il periodo storico. Infatti in tante nazioni stanno mettendo diverse limitazioni all’uso di social e smartphone.

La nota stampa di Daniele Novara

Confesso che, quando mi è stato segnalato il cartellone milanese con un bambino che ha in mano uno smartphone, sostanzialmente utilizzato a fini pubblicitari, ho stentato a crederci.

Ho pensato a una provocazione. Mi sono immaginato un ufficio marketing desideroso di rompere l’accerchiamento che, a livello internazionale, stanno subendo le piattaforme digitali, proprio mentre cresce la richiesta di liberare bambini, bambine, ragazzi e ragazze da una dominanza che le ricerche scientifiche continuano implacabilmente a indicare come dannosa per lo sviluppo.

Ma alla fine ho dovuto accettare che si trattava di una pubblicità vera e propria, sulla quale è intervenuta, giustamente, anche la Garante italiana per l’infanzia, la dottoressa Marina Terragni. Una pubblicità che lascia sgomenti.

Dove vogliono arrivare? Con quale spavalderia si permettono di usare commercialmente bambini piccolissimi, tanto più per promuovere l’utilizzo degli smartphone?

L’opinione pubblica, e anche diversi governi, ormai si stanno schierando a favore di politiche di limitazione, per evitare di vedere le nuove generazioni risucchiate in un mondo virtuale che non solo rischia di far perdere il senso della realtà, ma le allontana dalle fasi evolutive fondamentali della crescita. Strumenti che spediscono i bambini in un mondo al quale i genitori fanno fatica ad accedere e che, comunque, è lontanissimo dai loro bisogni reali e profondi.

Da dove viene questa arroganza?

Forse da una sorta di senso di impunità rispetto a ciò che la scienza continua a restituirci.

Sento molto pericolo in questo cartellone, non solo per i bambini e le bambine, ma per tutti noi.

È l’ora della ribellione. Di ribellarsi veramente.

Tutti e tutte insieme, prima che sia troppo tardi.

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Ascolta Radio Sound

Radio Sound Logo
Seleziona il canale...
 
Cover