Covid, una medaglia per dire grazie alla Croce Rossa: “Dalle emergenze alla consegna di viveri e farmaci, in prima linea per i nostri cittadini” – FOTO e AUDIO

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Anche a Piacenza cerimonia di consegna delle benemerenze con medaglia di bronzo ai Volontari e Dipendenti della Croce Rossa che si sono distinti per il loro straordinario impegno durante il periodo critico della pandemia da COVID-19. L’evento si è tenuto all’Università Cattolica di Piacenza.

Casa di Cura

Coraggio, dedizione e straordinaria umanità, doti dimostrate da volontari e dipendenti durante quei tempi senza precedenti meritavano di essere celebrati e riconosciuti. La cerimonia è stata un’occasione per onorare coloro che hanno lavorato instancabilmente per affrontare le sfide emergenti e che hanno dimostrato un eccezionale spirito di solidarietà.

Il programma della giornata ha incluso la presentazione dei riconoscimenti, testimonianze da parte dei volontari, momenti di riflessione sulle iniziative intraprese dalla Croce Rossa durante il periodo pandemico. In tale giornata, inoltre, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Piacenza ha ricevuto la medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica.

Un modo di vivere profondamente cambiato

Quattro anni fa iniziò quell’evento che ha sconvolto le nostre vite, ci ha segnato profondamente e ha cambiato il modo di vivere e approcciarsi agli altri”, spiega Alessandro Guidotti, presidente provinciale della Croce Rossa.

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Oggi noi ringraziamo i volontari e i dipendenti che in quei mesi difficilissimi e durissimi si sono spesi per gli altri. Li ringraziamo con una benemerenza che è stata concessa dal presidente nazionale”.

E’ stata poi anche l’occasione per ricordare la benemerenza che la Croce Rossa nazionale (e quindi anche quella piacentina) ha ricevuto con la medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica.

Di quei giorni ricordo la concitazione, le riunioni continue per risolvere di ora in ora problemi che si presentavano di continuo. La necessità di ambulanze aggiuntive, la ricerca dei dispositivi di protezione individuale, il tentativo di fornire risposte alla collettività attraverso la distribuzione di farmaci e viveri”.

Da allora tanto è cambiato e molte cose sono rimaste ancora adesso, e parlo anche di abitudini positive: penso ad esempio alla consegna dei farmaci che avviene ancora oggi o ai tanti volontari che si sono avvicinati in quel periodo e che poi sono rimasti”.

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Un forte senso di comunità

Nel suo intervento, poi, Guidotti ha voluto sottolineare il forte senso di comunità che si è venuto a formare in quel periodo terribile. Tante le realtà che hanno scelto di fare quadrato intorno alla Croce Rossa per supportare la sua azione a favore di tutta la cittadinanza. Dai grossi fondi per l’acquisto di materiale e strumenti fino al fast food che ogni mattina preparava la colazione per tutti gli operatori, passando per la pizzeria che spesso e volentieri offriva la cena.

“Davvero abbiamo sentito la vicinanza della città in tutte le sue declinazioni e ruoli. Dall’Università Cattolica che oggi ci ospita alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, passando per le forze dell’ordine e le altre realtà sanitarie. Insomma non siamo mai stati soli”.

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