Fallisce Mercatone Uno, chiusi i punti vendita e presidio a Rottofreno

Un vero dramma per i lavoratori della Mercatone Uno. Shernon Holding, la società che meno di un anno fa aveva acquisito 55 punti vendita è fallita. Lo ha dichiarato il tribunale di Milano. I lavoratori hanno appreso della chiusura dei negozi da Facebook.

La chiusura di Mercatone Uno ”calpesta la dignità dei lavoratori”, fanno sapere dal ministero dello Sviluppo Economico. ”È prioritario salvaguardare i livelli occupazionali e gli asset del Mercatone uno”, afferma il Mise in una nota. Il ministero dello Sviluppo economico, si ricorda, aveva già convocato un tavolo il 30 maggio ma sarà anticipato al 27.

La nota dell’Ugl

Il fallimento di un’azienda, di una speranza, dell’impegno di lavoratrici e lavoratori, di un modello d’intervento pubblico incapace di produrre effetti positivi.

La sentenza di fallimento di Shernon Holding srl porta la data del 23/05/2019 (l’altro ieri). I responsabili, in molti casi solo con un messaggio arrivato alla mezzanotte del 24, hanno avuto disposizione di non far entrare i lavoratori nei negozi; se non per recuperare gli effetti personali. I negozi di Mercatone 1 di tutta l’Emilia Romagna, come di tutta Italia, e non si può escludere per sempre, sono chiusi.

Nessuna comunicazione preventiva alle organizzazione sindacali. Non è neppure arrivato un video ai dipendenti, questa volta non per imbonire ma magari per scusarsi, da parte del rappresentante dell’azienda che di consueto usava fare “il moderno comunicatore”.

Siamo anche consapevoli che vi siano numerosi clienti che hanno trovato fino a ieri nei soli lavoratori un interlocutore per le loro legittime richieste ed a nome dei lavoratori ringraziamo la massima parte di loro che hanno compreso che quelle donne e quegli uomini al lavoro cercavano di fare il loro meglio sebbene si trovassero in una situazione di difficoltà estrema loro per primi.

Quella che è stata alimentata come una speranza dal 2015 (ammissione all’amministrazione straordinaria ai sensi della legge Marzano) rischia di dover essere definita un’agonia per quasi tutti i lavoratori coinvolti.