Piacenza calcio Serie A: alcuni aneddoti

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Piacenza calcio Serie A – Troppo facile rievocare le gesta di top club italiani come Milan, Inter e Juve. Molto più difficile, invece, quando si parla di calcio, celebrare squadre meno note del panorama calcistico, ma altrettanto indelebili nella memoria degli sportivi.

Il Piacenza, certamente, è già storia, se non altro per il periodo d’oro trascorso in Serie A. Particolare riferimento agli anni 90, lasciando il segno sia in negativo che in positivo per una squadra che, attualmente, milita purtroppo nelle serie inferiori.

Quando il Piacenza Calcio è andato in Serie A?

Il Piacenza è una società di calcio, dai colori sociali biancorossi, che vanta un suo orgoglio dal punto di vista competitivo. È sempre stata considerata come una Cenerentola mai invitata al ballo, ma la vera occasione di stare tra i grandi giunge nel 1993.

L’allora allenatore Gigi Cagni sfrutta il team messo a disposizione dalla presidenza Garilli per ottenere una storica promozione in Serie A. Parte da qui il fenomeno Piacenza destinato a sconvolgere determinate gerarchie del calcio italiano.

La piccola provincia mette il naso fuori e scopre un mondo sterminato dove può starci bene, con tutte le difficoltà del caso, ma con una grande voglia di proposta e intraprendenza sul piano squisitamente gestionale. Il campionato di Serie A degli anni 90 è stato uno dei più competitivi e difficili dal punto di vista tecnico, rendendo ancor più merito al lavoro della società.

8 stagioni, tra alti e bassi, nella massima serie rappresentano una medaglia al valore per un’intera città poco avvezza al grande palcoscenico, ma desiderosa di mettersi in mostra.

Un percorso forse per alcuni inaspettato, considerando che nel 1993 lo stadio dovesse subire un processo di ampliamento, passando da 16mila e 21mila posti. Del resto, lo stadio ancora oggi è soggetto a dei lavori essendo la ‘casa’ di tutti i tifosi e, proprio nell’ottica di sfruttare al meglio una casa green, nel 2021 sono stati approvati dei lavori di illuminazione nell’ottica di un risparmio energetico oggi molto comune. A dare l’idea di uno stadio che sarebbe già pronto almeno per la serie B è il fatto che nel campionato 2023/24 a giocare al Garilli è la Feralpisalò, a causa del suo stadio non a norma.

Quali giocatori hanno giocato nel Piacenza in Serie A?

Il Piacenza in Serie A ha avuto l’opportunità di far crescere talenti che, poi, hanno spiccato il volo verso formazioni più grandi e prestigiose. Un nome su tutti: Alberto Gilardino.

L’ex attaccante della Nazionale italiana, campione del mondo 2006, è uno dei fiori all’occhiello del vivaio biancorosso. L’esordio a 17 anni nell’anno 2000, nefasto per un’amara retrocessione in Serie B, ma, di fatto, proficuo per far nascere una stella futura.

Altro calciatore esploso dal Piacenza Eusebio Di Francesco. Ex centrocampista di grande dinamicità e ferocia sul campo, tatticamente parlando, su cui il tecnico Gigi Cagni faceva ampio affidamento durante la sua permanenza dal 1995 al 1997. Da lì in poi passa alla Roma con cui consegue lo Scudetto storico del 2001, diventandone un pilastro inamovibile per l’allenatore Fabio Capello.

Il Piacenza in Serie A annovera, tra le sue fila, un personaggio dal sapore ampiamente nostalgico e peculiare come Dario Hubner. Il meglio di sé lo ha dato certamente in maglia Brescia, ma è in Emilia che stabilisce un piccolo grande record per il calcio italiano: capocannoniere a 35 anni con 24 gol, il più vecchio di sempre in A.

Resta nella storia per essere il marcatore più prolifico del club con 38 reti in 2 anni di permanenza. L’ultima stagione è contrassegnata dalla retrocessione in Serie B, la quale, tuttavia, non cancella i momenti memorabili vissuti insieme.

Chi era il portiere del Piacenza Calcio in Serie A?

Nel 1993/1994, la prima annata del Piacenza in Serie A, ci si presenta ai nastri di partenza del massimo campionato con un portiere giovane, ma dalle grandissime prospettive.

Arriva dal Milan in comproprietà e si chiama Massimo Taibi. Colui che diventerà uno dei portieri italiani più affidabili in assoluto. In maglia emiliana mostra subito le sue enormi potenzialità, soprattutto acrobatiche. Tutto ciò nonostante una partenza con il freno a mano tirato, complice l’unico punto raccolto nelle prime 3 partite.

Buona parte del merito, in tal senso, va ascritta proprio ad un Taibi in più, destinato a fare grandi cose nel prosieguo della stagione. Ma non bastano per evitare a Gigi Cagni e soci un’amara retrocessione in Serie B.

Un altro portiere dal grande impatto a Piacenza si chiama Flavio Roma. Giunge al club nel 1999, nell’ambito dell’affare di mercato che porterà l’attaccante Simone Inzaghi alla Lazio. Un debutto assoluto per lui. Compie il grande salto al Monaco nel 2001.Il Piacenza Calcio in Serie A e la regola degli italiani

Si può tranquillamente affermare che il Piacenza sia stato esempio di virtù e lungimiranza dal punto di vista societario e strategico. Ha portato una ventata di freschezza e novità nella Serie A degli anni 90, laddove comincia a imperversare, in maniera penetrante, la presenza spiccata di stranieri in luogo di giocatori italiani.

Al Piacenza era esattamente il contrario. Il club si caratterizza per essere una squadra tutta italiana. Nonostante ci fosse la possibilità di guardare al mercato estero, l’allora presidente Garilli decide di puntare su questa strada che negli anni diede i propri frutti sul piano tecnico. Almeno fino al 2001, quando furono acquistati Amauri e Matuzalem.

Di fatto, una proposta di calcio vintage, difficilmente applicabile nell’epoca moderna, che allora porta in dote la crescita di talenti come Massimo Taibi, Totò De Vitis, Francesco Turrini e Gianpiero Piovani, tanto per citare alcuni nomi illustri in tal senso.

Qual era la formazione del Piacenza in Serie A?

Da tutto ciò ne deriva una formazione basata per lo più su giovani rampanti, ma accompagnati da calciatori più esperti in grado di guidarli sul campo. Si alternano gente come Guardalben e Orlandoni per la porta.

In difesa spuntano nomi come Maltagliati, Sacchetti, Lamacchi e Cardone. Il centrocampo composto da Matuzalem, Di Francesco, Gautieri e Ambrosetti risulta essere tutto muscoli, ma estro e corsa allo stesso tempo. Alle spalle Sommese e Volpi garantiscono affidabilità e tenuta.

L’attacco è il reparto dove si constata maggiormente la presenza di bomber dal grande fiuto del gol, come i vari Hubner, Poggi e Caccia, con Amauri pronto a subentrare in caso di necessità. Quel Piacenza allenato da Walter Novellino riesce a conquistare la salvezza sul campo e a mettere in mostra un Dario Hubner, nello specifico, versione capocannoniere.

Tuttavia, la formazione del Piacenza targato Serie A più forte di sempre la si attribuisce al tecnico Luigi Cagni, il quale è stato lo scopritore di grandi talenti in rampa di lancio. Tra questi personalità del calibro di Eusebio Di Francesco, Nicola Caccia, Massimo Taibi, Pasquale Luiso, Paolo Tramezzani, Fabian Valtolina e tanti altri.

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